I dubbi del Parlamento sulle super-direzioni Rai

- Roma
La sede della commissione di Vigilanza sulla Rai.

Con l’introduzione delle direzioni di genere la commissione di Vigilanza teme accentramento dell’informazione e appiattimento dell’offerta.

L’ad Rai Fabrizio Salini prepara una nuova infornata di nomine per lunedì 11 novembre. Nel frattempo dalla commissione di Vigilanza sta per arrivare un atto d’indirizzo sul piano piano industriale 2019-21 la cui approvazione è attesa per giovedì 7 novembre e che Lo Specialista ha già sbirciato. In sostanza la bozza preparata dal presidente Alberto Barachini impegna il cda Rai a vigilare sulle nove super-direzioni di genere e non solo per eventuali sovrapposizioni con gli attuali direttori di Rete o per possibili aggravi dei costi. A preoccupare in particolare, per quanto riguarda la direzione approfondimento (alla quale faranno capo tutti i programmi delle Reti) è il possibile accentramento delle funzioni editoriali in un’unica persona che potrebbe pregiudicare il pluralismo. Per quanto riguarda le altre otto direzioni di genere, tutte titolari di budget, l’allarme lanciato da San Macuto è che dietro l’angolo ci possa essere un appiattimento dell’offerta secondo un’unica sensibilità. Ma andiamo con ordine e leggiamo la bozza dell’“Atto d’indirizzo sul piano industriale della Rai 2019-21”.

BENE MA NON BENISSIMO – “La commissione di Vigilanza sulla Rai esprime apprezzamento per lo spirito del piano industriale, che individua quali obiettivi generali la modernizzazione e lo sviluppo dell’Azienda per l’adeguamento al nuovo contesto di mercato, l’ottimizzazione e la razionalizzazione dei costi, il rinnovamento tecnologico e il superamento del gap digitale, in particolare per quanto riguarda l’offerta informativa. Cionondimeno – scrive Barachini – la commissione non può esimersi dal rilevare alcune criticità che emergono dal piano medesimo”.

L’INVITO AL CDA –
1) Precisare i tempi e le modalità dell’integrazione di RaiNews24, Tgr, Rainews.it e Televideo in un’unica testata multipiattaforma operante in una Newsroom unica;
2) Specificare come intende gestire la coesistenza tra Rai Parlamento, preservandone il ruolo e le funzioni, e il nuovo canale istituzionale, nonché i tempi e le modalità dell’integrazione di Gr Parlamento e Rai Parlamento nella newsroom unica;
3) Chiarire come intenda far fronte alla necessità, conseguente alle innovazioni tecnologiche previste dal piano, di nuove figure professionali nonché al ricollocamento delle risorse esistenti che risultano in eccesso in seguito alla razionalizzazione introdotta dal piano;
4) fornire maggiori dettagli in merito alla sostenibilità finanziaria del piano medesimo;
5) produrre una relazione dettagliata sulle procedure inerenti la riqualificazione, valorizzazione, ottimizzazione e dismissione del patrimonio degli immobili;
6) riferire alla commissione con cadenza semestrale sullo stato di attuazione del piano industriale e sulle criticità incontrate, anche di ordine economico e finanziario.

L’IMPEGNO AL CDA –
1) Con riferimento alla Newsroom unificata nonché alla creazione di un’unica direzione approfondimento informativo alla quale fanno capo tutti i talk, porre in essere ogni misura opportuna ed adeguata affinché l’accentramento delle funzioni editoriali non pregiudichi il pluralismo, a iniziare dal momento della selezione delle notizie fino a quello della presentazione delle stesse;
2) In relazioni alle nuove direzioni orizzontali, titolari di budget, e al conseguente accentramento decisionale dei contenuti, mettere in atto ogni misura atta ad impedire un appiattimento dell’offerta televisiva secondo un’unica sensibilità;
3 Adottare ogni misura opportuna ed adeguata volta ad evitare che l’introduzione di nuove direzioni, in aggiunta e non in sostituzione di quelle esistenti, possa determinare sovrapposizioni tra le diverse funzioni e un aggravamento dei costi.

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