Il consigliere Rai, Igor De Biasio.

Il consigliere Rai in quota Lega dà l’ultimatum all’amministratore delegato accusandolo di “immobilismo”. Sullo sfondo le attese nomine alla corporate?

La “Rai del cambiamento”, quella a tinte giallo-verdi, già scricchiola. Basta leggere l’intervista su Il Messaggero del consigliere Rai Igor De Biasio – il taciturno uomo di Matteo Salvini al settimo piano di Viale Mazzini – che a Mario Ajello regala un sottile ultimatum nei confronti dell’amministratore delegato. Un Fabrizio Salini al quale fin qui non ha mai fatto mancare il proprio appoggio. De Biasio esce allo scoperto e lamenta che la Rai non sta cambiando, racconta di “uno stallo” culturale e di uno stallo nella governance dell’azienda. “L’ad ha pieni poteri ma ad oggi non ha cambiato la vecchia gestione”… e “le vecchie politiche di gestione del personale”. Un Salini che secondo il consigliere “sembra aver indossato la casacca dell’immobilismo…”. De Biasio sogna invece una Rai a cui “basterebbero 10 mila dipendenti” e che non si preoccupi “solo di garantire i dinosauri”. “E se non ci diamo una mossa, la Rai fa la fine di Alitalia”. Quindi, come detto, l’ultimatum: “Salini deve decidere se passare alla storia come il primo ad capace di rinnovare la Rai e di farla diventare sempre di più un orgoglio nazionale, oppure se diventare il monumento alla melina. Da parte mia, la fiducia a priori è finita. Lo misurerò dai fatti, volta per volta”. Un invito, sembra di capire, a non rinviare ulteriormente le nomine alla corporate attese prima del voto. Altrimenti Salini farà bene a costruirsi una nuova maggioranza in cda…

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