Il 5 marzo il cda Rai decide su canale in inglese e istituzionale

- Roma

Monica Maggioni e Fabrizio Ferragni incrociano le dita per il budget che al momento è 10 mln l’anno.

Il 5 marzo, data del prossimo consiglio di amministrazione della Rai, sapremo come intende procedere il management sul nuovo canale in inglese e sul nuovo canale istituzionale. Lo ha stabilito il board nell’assise di mercoledì 26 febbraio. In particolare – a quanto apprende Lo Specialista – l’ad Fabrizio Salini mostrerà al consiglio diversi scenari per ottemperare al contratto di servizio. E naturalmente avranno costi diversi… E guardando al budget 2020 (-65 milioni) non e difficile prevedere su quale degli scenari cadrà la scelta dei consiglieri.

IL CANALE IN INGLESE – Ma che fine ha fatto il nuovo canale in lingua inglese della Rai? Doveva essere on air – come previsto dal piano industriale – per dicembre 2019. Invece non se n’è saputo più nulla. Doveva essere realizzato nell’ex centro di controllo di RaiWay nel parco di Monza. E invece sembra che lo faranno in Via Novaro, nella sede romana di Rai Com. Impossibile sapere come si chiamerà, chi lo dirigerà, chi sta gestendo la realizzazione tecnica e editoriale, quali strutture ci lavoreranno e se sarà firmato un contratto di servizio con RaiCom (doveva essere siglato entro giugno 2019) che dovrà produrre e distribuire all’estero il canale. L’unica cosa che – come detto – presto sapremo sarà il budget che inizialmente è stato previsto in dieci milioni l’anno. A tutte queste domande (o almeno ad alcune) si pensava avrebbe risposto Monica Maggioni, amministratore delegato di RaiCom (con in mano tutti i poteri gestionali e operativi) nell’audizione nell’ultimo cda Rai dell’11 novembre 2019. Ma le risposte non sono giunte: “Aspetto indicazioni da Salini”, avrebbe risposto la Maggioni. E “Ci stiamo lavorando” avrebbe aggiunto l’ad rivolgendosi ai consiglieri. Progetto in alto mare, insomma. E soprattutto, pochi soldi.

IL CANALE ISTITUZIONALE – Stessa sorte per il canale istituzionale. Da luglio 2019 del cantiere se ne occupa, su mandato di Salini, Fabrizio Ferragni, ex direttore relazioni Internazionali, Istituzionali e Comunicazione del Gruppo. Attualmente figura nella corporate con la strana dicitura “direttore (o funzione equivalente) dell’istituendo canale tematico istituzionale”. E lui ora starebbe cercando una sede. In Viale Mazzini si racconta che abbia individuato due palazzine in zona Montecitorio. Ma il costo sarà compatibile con le casse del servizio pubblico? Sarà un canale televisivo in chiaro con copertura nazionale, in aggiunta a quello radiofonico, e andrà in onda sul digitale terrestre (le frequenze ancora non sono state assegnate), sul satellite e in streaming sulla piattaforma RaiPlay, con ogni probabilità anche con contenuti on-demand. “Non solo un canale di flusso ma anche un canale di vero e proprio approfondimento politico e culturale”, ha garantito Salini che al progetto aveva promesso 30 milioni in tre anni, almeno… Il problema è che si pensava che il canale istituzionale sarebbe stato gestito e prodotto da Rai Parlamento in collaborazione con Gr Parlamento. Il tutto per mandare in onda dirette parlamentari, notiziari e tribune politiche oltre al racconto, con nuovi format dedicati, dell’attività di altre istituzioni, come ad esempio il Quirinale. Come si concilierà il nuovo canale istituzionale con la Rai Parlamento di Antonio Preziosi (che guida 36 giornalisti) o con Rai Quirinale di Andrea Covotta, e con il Gr Parlamento di Luca Mazzà lo scopriremo nei prossimi mesi. Di certo non è tempo di investire in “doppioni”…

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