Appena uscito l’ep “Libero (I'm free)” dal sound internazionale, l’artista tornerebbe in tv con un programma sulla violenza di genere sulla scia della canzone “L’uso delle mani”.

Manuel Aspidi, da “Soli a metà” del 2006 ad oggi è cambiato il tuo approccio alla musica?
“Diciamo che ‘Soli a metà’ è stata la mia canzone di battesimo, quindi quella che mi ha permesso di farmi conoscere dal grande pubblico ed è stata apprezzata tantissimo da diventare uno dei successi di quell’anno. È un brano che mi ha dato e continua a darmi tantissimo. Le persone per strada continuano a dirmi che ‘Soli a metà’ è una delle canzoni che hanno nel cuore. Da allora ad oggi sono cresciuto moltissimo. Avevo 19 anni ed adesso 31, di acqua sotto i ponti ne è passata, di esperienza ne ho fatta tanta, ciò mi ha portato a maturare ed a cambiare anche artisticamente, senza perdere di vista cosa amo cantare. Sicuramente il nuovo disco è un progetto dal respiro internazionale che racchiude ciò che io da sempre amo cantare, essendo cresciuto con dei grandi miti di riferimento, come Stevie Wonder o Ray Charles o Michael Bolton. Questo progetto, avendo queste sonorità internazionali, è quello che più mi rispecchia appieno”.

Perché hai scelto “Libero (I’m free)” come title track del tuo ultimo lavoro (Genialsong – Music Promotion for Artists di Thomas Aspidi con la co-produzione di Angelo Valsiglio)?
“È un testo che sento particolarmente perché racconta di una mia rinascita interiore. Credo che ognuno di noi debba combattere quotidianamente con i propri demoni interiori. Bisogna avere la forza, la determinazione e la costanza per non ostacolarci nel raggiunegre i nostri sogni che sono veramente al di là di un piccolo scalino che bisogna veramente riuscire a superare, ma che spesso ciò che ci accade ci impedisce di farlo. Io mi sono liberato di questi demoni interiori e ho avuto una rinascita interiore a 360°, e quindi ho voluto raccontare un mio percorso di rinascita e ho voluto dare il nome all’ep con questo brano perché tutto il disco è un inno alla gioia ed alla libertà”.

Registrato tra Londra e Roma, sotto la direzione artistica di Numa Palmer (che è anche autrice dei testi), l’ep appena uscito ti ha visto al fianco di Phil Palmer (Dire Straits, chitarrista, arrangiatore e produttore di fama mondiale), Alan Clark (tastierista e arrangiatore storico dei Dire Straits), Mickey Feat e Julian V. Hinton (autore, arrangiatore e produttore britannico): quali le loro impronte nel disco?
“Loro hanno realizzato tutto il disco: hanno scritto, prodotto, arrangiato e composto i brani. Loro sono stati i padrini del progetto. I testi nascono in inglese, e sono stati riscritti completamente. Con Numa, in particolare, ci siamo messi insieme a realizzare ogni singola canzone”.

Tournée in Italia in autunno. E all’estero?
“La produzione sta pianificando le tappe della tournée d’autunno. Non vedo l’ora di incontrare i miei fan. Ci sarà un instore tour a breve e a giugno sarò ospite alla finalissima di Sanremo Rock. All’estero ho già avuto la fortuna di cantare nel corso degli anni. Qualche anno fa ho fatto una bellissima tournée in Egitto dove il pubblico è affettuosissimo, loro amano moltissimo la musica italiana. Lo stesso anche a Londra. Presto, il brano ‘Let Out This Light’ sarà rilanciato nel mercato mondiale, ci sono già stati contatti e proposte per andare Oltreoceano”.

La tracklist contempla “Un Angelo Per Me” (brano dedicato alla nonna), “Oh Yeah!”, “Libero (I’m free)”, “E si va”, “Questo è il momento” e “Let Out This Light” (Julian Hinton ha tenuto nel cassetto per ben vent’anni questa canzone): quale il brano con cui intendi aprire i live?
“Probabilmente partirò con ‘Libero’ che è un pezzo molto grintoso, energico, che ti dà una carica incredibile, e poi tutti gli altri, non solo quelli di questo ep, ma anche il brano che ho ideato l’anno scorso ‘L’uso delle mani’ che ha avuto un grandissimo successo (anche su youtube, superando più di un milione di visualizzazioni). È il brano che tratta il femminicidio, una tematica delicata per cui abbiamo anche fatto un evento a Piazza del Popolo, è questo un progetto nato per essere vicino alle donne che ancora oggi subiscono maltrattamenti. Ma poi canterò anche ‘Soli a metà’ e ‘Non ci aspettiamo più’ scritto da Niccolò Agliardi, tutti brani che mi hanno rappresentato”.

Ti abbiamo conosciuto ad “Amici” di Maria De Filippi (2006/2007), sei stato rilanciato da “The Voice of Italy” (2016). Ti immagini un tuo domani in tv, caso mai in un programma che sensibilizza sulla violenza di genere?
“Guarda, io amo le cause giuste, m’impegnerei in prima persona a fare una cosa di questo tipo”.

Parteciperai a Sanremo Rock, ma in tv per la gara del Festival di Sanremo?
“È uno dei miei sogni nel cassetto”.

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