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Il 29 novembre esce “Se son rose…”, il migliore dei suoi tredici film. Circondato da attrici bravissime mette in scena “parole d’amore”.

Ha cominciato con “I laureati” nel 1995 interpretando Leonardo, e dopo altre undici pellicole in cui è stato Levante, Ottone, Benedetto, Arnaldo, e così via fino al “professor” Umberto, torna ad essere Leonardo. Nel cognome da Paci si fa Giustini in “Se son rose…”, ma è sempre lui, la sua maschera, il suo personaggio pigro e schietto che ha conquistato gli italiani con il suo toscano doc. È Leonardo Pieraccioni. Lui si definisce un clown bianco, un cabarettista che, avendo appreso la lezione di Massimo Troisi che traspose la sua arte da cabaret nei film, è diventato regista ed interprete di una saga con al centro un uomo alla perenne ricerca del grande amore, un cerchio che ora si chiude. Dice di aver finito con la commedia sentimentale di coppia e da ora in poi di dedicarsi solo al rapporto con i giovani, in particolare con i figli. In quest’ultima pellicola, la migliore della carriera di Pieraccioni, a recitare c’è proprio la sua piccola Martina. Lei è la prima di nove stelle che lo circondano. In rigoroso ordine alfabetico ci sono: Michela Andreozzi, Elena Cucci, Caterina Murino, Claudia Pandolfi, Gabriella Pession, Mariasole Pollio, Nunzia Schiano, Antonia Truppo. Pieraccioni gioca con loro in conferenza stampa oggi a Roma – prima di entrare nel vivo del film, ha salutato i giornalisti ricordando “la carezza al cuore del grande poeta Bernardo Bertolucci” – dicendo che sul set è andato tutto bene perché ha lavorato singolarmente con ognuna di loro, ma che al momento dello scatto per la locandina ha avuto seri problemi nel gestirle (le definisce simpaticamente “psicopatiche”). Presenze maschili nel cast: un bravo Gianluca Guidi e un generoso Vincenzo Salemme che si è prestato a un cameo in carrozzina (un po’ come lo abbiamo visto nel suo film “A ruota libera”), in una scena che ricorda per i toni inziali quella di Robertino in “Ricomincio da tre” di Troisi. A rigor di cronaca, poi, sugli spalti di un match di tennis nel film s’intravvede anche Carlo Conti, assieme al quale Pieraccioni, con anche Giorgio Panariello, è tornato ad esibirsi live in tournée.

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“Se son rose…”, che Pieraccioni ha scritto con Filippo Bologna, racconta di “una ragazzina che salva il rapporto col padre in un ritorno al passato”, così sintetizza il contenuto lo stesso Pieraccioni. La figlia Yolanda vive con la madre e il suo nuovo compagno, e vorrebbe che anche il padre, giornalista di una testata online, non fosse solo. Un giorno parlando con la figlia dei suoi vecchi rapporti, Leonardo dice che forse se potesse tornare indietro si comporterebbe diversamente con le sue fidanzate del passato. L’idea della quindicenne è allora di inviare un messaggio a tutte le ex del padre con scritto: “Sono cambiato, riproviamoci!”. Ma lui, Leonardo, è davvero cambiato? Le storie si erano concluse sempre per uno di questi quattro motivi: noia, litigiosità, superficialità e tradimenti. Si può davvero ricominciare con una di loro?

Il film è divertente. È moderno nel linguaggio e nello stile. La levità è data ora dalle situazioni, ora dai dialoghi. Pieraccioni ha davvero spostato “l’asticella più in alto sulla qualità dei contenuti per riportare il pubblico nelle sale cinematografiche”, come dice lui a difesa dei cinema. “Vero che esistono anche le altre piattaforme, ma è bello ridere in compagnia. È compito di noi artisti far sì che lo spettatore non aspetti la cosiddetta ‘finestra’ per una visione domestica ma gli dobbiamo far venire voglia di vedere un film il prima possibile”. Lui c’è riuscito in “Se son rose…”, è un film bello in ogni sua parte, senza mai un momento di stanca. Oggi a Roma ci sarà un’anteprima di beneficenza a favore della Società Italiana per l’Amiloidosi (SIA) in memoria di Carlo Bernasconi, presidente di Medusa Film scomparso nel 2001 per questa rara malattia e a cui ogni anno la casa di distribuzione dedica un evento (con i fondi raccolti negli anni è stato costruito anche un ambulatorio al Policlinico San Matteo di Pavia). A dispetto del titolo della canzone che ha scritto e cantato per il film “Non ho parole d’amore” (le note sono del maestro Gianluca Sibaldi), Pieraccioni in questo film ha le giuste “parole d’amore” per una serata di solidarietà. “Se son rose…” arriverà nei cinema il 29 novembre in 500 copie.

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