Dietro la macchina da presa due grandi cineasti poeti: il regista di “Il racconto dei racconti - Tale of Tales” e Guillermo Del Toro, Premio Oscar per “La forma dell’acqua”.

“Un grande personaggio, una grande favola, un grande regista: fare Geppetto diretto da Matteo Garrone è una delle forme della felicità”, Roberto Benigni dopo sei anni torna al cinema per interpretare Geppetto nel “Pinocchio” scritto e diretto da Matteo Garrone. Nel suo di “Pinocchio” il regista ed attore toscano era il burattino, mentre mastro Geppetto lo interpretava Carlo Giuffré. Federico Fellini avrebbe voluto girare la fiaba di Collodi dirigendo Benigni nel ruolo di Pinocchio, passa il tempo, passano gli anni, ed uno dei maestri della scena contemporanea italiana lo sceglie per il ruolo di Geppetto. L’incontro tra Benigni e Garrone risale a parecchi anni fa, anche se per interposta persona. Il papà di Garrone, il critico teatrale Nico, fu tra i primi a scrivere di Benigni ai suoi esordi. E oggi, nel giorno dell’ufficializzazione della collaborazione tra i due grandi protagonisti del cinema italiano, è lo stesso Garrone a ricordarlo: “Con Benigni è stato un ‘inseguimento’ iniziato molto tempo fa: l’ho conosciuto da bambino, grazie a mio padre. Avere finalmente l’opportunità di lavorare insieme è per me un’occasione straordinaria: ‘Pinocchio’ sarà un film per tutta la famiglia, grandi e piccoli, e nessuno come Roberto – che ha divertito e commosso milioni di spettatori in tutto il mondo – riesce a emozionare il pubblico di ogni età. Lo ringrazio per la fiducia che mi ha dimostrato accettando di condividere con me questa nuova, spericolata avventura”.

Una spericolata avventura davvero. L’annuncio di questa importante collaborazione avviene a pochi giorni da quello del maestro messicano Guillermo Del Toro e del suo primo lungometraggio di animazione per Netflix proprio su “Pinocchio”. Il Premio Oscar per “La forma dell’acqua” ha dichiarato: “Nessuna forma d’arte ha influenzato la mia vita e il mio lavoro quanto l’animazione e nessun personaggio ha avuto un legame profondo con me quanto Pinocchio”. Una dichiarazione d’amore per il burattino che oggi torna pure nelle parole di Garrone: “Con il burattino di Collodi ci ‘inseguiamo’ da quando – bambino – disegnavo i miei primi ‘storyboard’. Poi, negli anni, ho sempre sentito in quella storia qualcosa di familiare. Come se il mondo di Pinocchio fosse penetrato nel mio immaginario, tanto che in molti hanno ritrovato nei miei film tracce delle sue Avventure”. Lo scarto tra i due progetti sarà dato ora proprio dal cast di Garrone. E Benigni potrà essere il vero ago della bilancia tra due opere di due grandi maestri la cui uscita si potrebbe sovrapporre, anche se non sfruttando lo stesso canale di distribuzione visto che Netflix valorizza la propria piattaforma a scapito (sembra) delle sale cinematografiche.

Garrone, che in un primo momento avrebbe dovuto battere il primo ciak questo Novembre, ha posticipato le riprese di “Pinocchio” ai primi mesi del 2019. Il film sarà interamente girato in Italia: tra Lazio, Toscana e Puglia. È stato annunciato che i personaggi e le creature fantastiche saranno realizzati all’insegna del realismo, combinando trucco prostetico ed effetti digitali grazie al talento del due volte premio Oscar per il Miglior Trucco Mark Coulier (“Grand Budapest Hotel”, “The Iron Lady”) e della VFX Supervisor Rachael Penfold (“The Revenant”, “Cloud Atlas”). Un team, quindi, diverso da quello con cui il regista romano ha realizzato “Il racconto dei racconti – Tale of Tales”, anch’esso popolato di figure fiabesche. Sul fronte produttivo, invece, la squadra è pienamente confermata, con Archimede, Rai Cinema, Le Pacte e Recorded Picture Company. Il film sarà distribuito in Italia da 01 Distribution e in Francia da Le Pacte. Le vendite internazionali sono curate da HanWay Films.

La produzione tutta brinda al connubio Garrone-Benigni. “La scelta di Roberto Benigni ci sembra uno dei colpi di genio di Garrone, e il fatto che Benigni abbia accettato di interpretare Geppetto è un regalo che ci riserverà delle meravigliose sorprese – dichiara Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema -. La Rai contribuisce a portare nuovamente al cinema un artista tra i più amati in Italia e all’estero come Roberto Benigni, e questo ci riempie di gioia”. “Non vedo l’ora di poter vedere la versione di Garrone – gli fa eco Jeremy Thomas di Recorded Picture Company -, con un attore unico come Roberto Benigni”. Jean Labadie di Le Pacte dice: “Roberto Benigni è il miglior Geppetto che avremmo mai potuto immaginare, in questo progetto che torna alle radici del capolavoro di Collodi famoso in tutto il mondo”. “Sono entusiasta della meravigliosa scelta di Benigni – aggiunge Gabrielle Stewart, Managing Director di HanWay –. Garrone è un cineasta visionario che reinventa una delle storie più famose del mondo, che affonda le sue radici ben più in profondità del classico d’animazione Disney. Sarà un vero spettacolo cinematografico, con un team tecnico internazionale d’eccezione e una star molto speciale. L’autenticità di girare nei luoghi dove Collodi ambientò il suo Pinocchio sarà qualcosa di mai visto prima”. Quindi sarà qualcosa di diverso dal “Pinocchio” di Walt Disney del 1940, dallo sceneggiato di Luigi Comencini in sei puntate del 1972, dalla produzione dello stesso Benigni del 2002 e dal film d’animazione di Enzo D’Alò del 2012. La domanda ora è: cosa vedremo attraverso gli occhi di due cineasti poeti come Del Toro e Garrone? Su quali lidi ci condurrà il loro sguardo visionario? E Benigni quali riflessioni ed emozioni ci regalerà dopo anni di studio e riflessioni su testi fondamentali della nostra cultura?