Il duello tv lo vince Vespa, l’Auditel gradisce e anche la democrazia

- Roma
Foto dal profilo Twitter @matteorenzi

A “Porta a Porta” il “rosicone” Salvini e “l’incompreso” Renzi sono stati seguiti da 3,8 milioni di telespettatori e share del 25,4%.

Nell’Italia degli astenuti e degli indecisi diamo il bentornato – in tempi di proporzionale – al duello tv tra leader politici. Bentornato sul servizio pubblico dove su Rai1 ad officiare al faccia a faccia di Matteo vs Matteo è stato naturalmente Bruno Vespa. Un’amichevole, considerando la lontananza delle elezioni politiche, andata in scena in seconda serata su Rai1 a “Porta a Porta”, nel “salotto buono” della politica e con un buon traino (circa 6 milioni di spettatori) della partita tra la nazionale di Roberto Mancini e il piccolo Liechtenstein. L’ascolto? 3,8 milioni di audience e 25,4% di share, con un picco di 4 milioni 589 mila alle 23.41 durante il confronto su “Quota 100”. Per quanto riguarda i social con oltre 262mila interazioni totali, “Porta a porta” è stato il programma più commentato sui social dell’intera giornata, al netto degli eventi sportivi. Un duello in cui Salvini e Renzi hanno parlato 41 minuti a testa, senza tifosi sugli spalti e senza regole stringenti della par condicio: solo un po’ di buonsenso. Certo non sono mancate le battute al veleno, con l’“incompreso” Renzi che “si è inventato un governo sotto il fungo” e il “rosicone” Salvini, con lo “stomaco d’amianto” e vittima dei “colpi di sole al Papete”.

Un duello che ha segnato chiaramente le differenze tra i due leader, anche nella comunicazione. Renzi aveva studiato a fondo l’avversario e la lezione, è apparso più spigliato, ha sciorinato numeri su numeri e ha risposto colpo su colpo (tradito da un pizzico di insofferenza) invocando a più riprese l’importanza della trasparenza nella politica e risposte che non sono arrivate; Salvini – più pacato ma più macchinoso – si è fatto aiutare da qualche cartoncino e ha parlato in modo semplice e diretto al suo numeroso popolo toccando ripetutamente gli argomenti a lui più congeniali. Diciamo che per par condicio è finita in pareggio: ha vinto Vespa, ancora una volta arbitro della politica che conta; e il tutto ha giovato al tasso di democrazia del Belpaese.

Speriamo solo che sia il primo duello tv di una lunga serie. L’ultimo vero duello tra leader gli italiani lo avevano visto il 3 aprile del 2006 – sempre a “Porta a Porta” – tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi. L’ultimo faccia a faccia tra i Mattei, invece, c’era stato a marzo del 2009 a “Omnibus” su La7. Lasciare il Paese per tredici anni in balia dei soliloqui tv e della propaganda social non è un bel viatico per la democrazia. Ma è stato un duello – diciamo la verità – che serviva sia a Salvini sia a Renzi. Altrimenti non si sarebbe fatto… Entrambi sono alla vigilia di appuntamenti importanti: la Leopolda che battezzerà Italia Viva del 18 ottobre e la piazza dell’“orgoglio italiano” di San Giovanni del 19. Un duello per legittimarsi a vicenda come leader dello schieramento avversario, per fare un dispettuccio a Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti e Giuseppe Conte e per rimettersi al centro della scena del Palazzo. Una mossa tra due eretici della politica, capaci di mobilitare milioni di voti ma anche di fare clamorosi autogol cadendo vittima dei rispettivi egocentrismi. La disfida del Mattei è solo cominciata. Sono ancora due quarantenni rampanti. Obiettivo per entrambi superare la parentesi Conte e occupare la poltrona di Palazzo Chigi.

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