Il Foa della discordia: incompatibile doppia presidenza Rai e RaiCom

- Roma
Il presidente Rai, Marcello Foa.

La risoluzione del M5S passa in Vigilanza con i voti del Pd. Spaccatura nei gialloverdi? Lega: Solo diverse interpretazioni tecniche dello Statuto di Viale Mazzini. Intanto, il voto non è vincolante. Cosa farà il cda? Il presidente si dimetterà?

Incompatibile: così ha decretato la commissione di Vigilanza in merito al doppio ruolo di Marcello Foa a presidente Rai e presidente della controllata RaiCom. La risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle è passata a maggioranza con 21 voti favorevoli, 9 contrari, 4 gli astenuti. Oltre al M5S, hanno votato a favore Pd e Leu. Sul Blog delle Stelle si spiega il “perché” del no al doppio incarico per Foa. “Una doppia poltrona è contro lo Statuto dell’azienda e contro le regole – si legge – e siamo soddisfatti che la commissione di Vigilanza abbia votato a favore della nostra risoluzione. La doppia presidenza sarebbe stata del tutto inopportuna secondo gli articoli 22 e 26 dello Statuto Rai che richiamiamo nella nostra risoluzione. La Rai sarebbe incorsa nel rischio di trovarsi un domani in momenti di contestazione, anche in sede giudiziaria di tipo amministrativo, con lo spettro del danno erariale. Una situazione che abbiamo scongiurato. Del resto, è facile: basta rispettare le regole”.

È spaccatura dei gialloverdi come dichiarano i componenti di Forza Italia della commissione di Vigilanza Rai? “L’ennesima prova della naturale incompatibilità tra Lega e M5S – sostengono – si è appena palesata in tutta la sua tragicomicità sulla risoluzione che impone la cacciata di Marcello Foa da RaiCom. Possiamo dare ufficialmente il benvenuto all’alleanza di Governo tra Pd e grillini”. Di certo, la maggioranza deve fare chiarezza. Non la pensa così Gianluigi Paragone, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai: “Nessuna spaccatura politica e nessuna doppia lettura su questo voto in Vigilanza. Abbiamo con coerenza posto all’attenzione del Cda della Rai l’inopportunità e l’incompatibilità della doppia presidenza in capo a Marcello Foa di Rai e RaiCom. Speriamo ora che lo stesso Foa e il Cda prendano le dovute decisioni in merito”. Dello stesso avviso la Lega: “Nessuna spaccatura, ma solo diverse interpretazioni tecniche dello Statuto Rai – ha precisato il capogruppo della Lega in Commissione di Vigilanza Rai, Massimiliano Capitanio -. Il M5S ha scelto di non credere alle parole dell’ad Salini, mettendo in discussione la sua legittima nomina, che noi invece abbiamo condiviso per qualità e competenze dei professionisti, incaricati tra l’altro a costo zero”.

Un voto, due nodi al pettine. Primo, poco prima era stata respinta la risoluzione Pd che sosteneva ugualmente l’incompatibilità. Sul Pd, il Blog delle Stelle scrive: “Ha votato sì alla nostra risoluzione, nessun applauso, anzi. Prima hanno distrutto la Rai, l’hanno ulteriormente politicizzata e ora hanno evidentemente provato a rifarsi la faccia. Non si smentiscono mai, purtroppo per il Paese. Ora possiamo finalmente passare oltre e continuare a lavorare per rendere la Rai un’azienda libera dai partiti, indipendente e competitiva”. Secondo, la decisione della Vigilanza non è vincolante ai fini del mantenimento dell’incarico di Foa nell’una o nell’altra presidenza. Certo il Pd ha chiesto le dimissioni, Davide Faraone ha twittato: “Foa prenda atto del voto e si dimetta, incapace di guidare la Rai”. Ma, in realtà, Foa si può appellare ai legali interni a Viale Mazzini e restare in carica nonostante il voto espresso a San Macuto.

Intanto, in Viale Mazzini si prende atto “con rispetto del voto espresso in Commissione di Vigilanza sulla nomina di Marcello Foa alla Presidenza di RaiCom – si apprende da una nota stampa -. I vertici aziendali, convinti della correttezza del proprio operato, effettueranno tutte le valutazioni conseguenti nel prossimo consiglio di amministrazione”.

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