Il giallo dell’intervista Rai. Ma il problema è Assad o la Maggioni?

- Roma
MONICA MAGGIONI NELLA FOTO AGI PER UFFICIO STAMPA RAI

La giornalista intervista il presidente siriano. Salini sapeva, Foa no e neanche i direttori dei tg. E la chiacchierata di 20 minuti finisce su RaiPlay...

L’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, ha capito a proprie spese che l’informazione è una materia da maneggiare con molta cura. Il 26 novembre scorso ha autorizzato la trasferta di Monica Maggioni, amministratore delegato di RaiCom, in Siria. Obiettivo intervistare il presidente Bashar al Assad. In seguito – questo l’accordo – avrebbero deciso dove trasmettere l’intervista. Una missione – e in questo l’ad è stato avventato – portata avanti senza avvertire il presidente Marcello Foa (che ha la delega per rapporti internazionali dell’Azienda) e soprattutto senza allertare i direttori dei telegiornali. Su tutti Giuseppe Carboni (Tg1) e Antonio Di Bella (RaiNews24), ovvero coloro ai quali la Maggioni avrebbe chiesto in seguito la messa in onda. Con scarso successo, visto che il 2 dicembre – la data concordata con la diplomazia siriana – l’intervista non è stata trasmessa né in pillola dal Tg1 né integrale da RaiNews24 dove è arrivata – a quanto apprende Lo Specialista – solo il 7 dicembre a Di Bella. E senza il via libera dei vertici aziendali.

Salini e Maggioni insomma con questa leggerezza hanno innescato un caso diplomatico e un giallo aziendale. E il problema non è tanto quello che ha detto Assad (una chiacchierata di 20 minuti in cui non risultano scoop), ma a chi lo ha detto. L’oggetto del contendere, infatti, appare più la Maggioni, che pur avendo un contratto giornalistico attualmente è un manager. A che titolo avrebbe preso accordi sulla messa in onda (integrale e in simulcast con i media siriani) di un’intervista senza avvertire i responsabili dei tg? E perché sarebbe stata lei stessa, e non Salini, a concordare tempi e modi della messa in onda dell’intervista con la diplomazia siriana? E perché infine sempre la Maggioni avrebbe cercato ospitalità per l’intervista tra i direttori senza coinvolgere Salini? Troppa superficialità che in casa Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, non è certo passata inosservata.

Superficialità che nel cda di martedì 10 dicembre i consiglieri Rita Borioni e Riccardo Laganà ribadiranno a Salini. Perché la Sala Orsello è sempre più una stanza senza bottoni in cui il consiglio torna utile per la firma di qualche contratto e poco più. Un cda che – come scritto da Lo Specialista –  si riunirà alle 14 con all’ordine del giorno i principi di condotta sull’utilizzo dei social dei dipendenti Rai, il processo di refarming delle frequenze e il contratto di servizio tra Rai e Rai Way. E il “caso Maggioni”, naturalmente. Nel frattempo stasera le tv siriane (ore 20 italiane) l’intervista della Maggioni ad Assad la manderanno in onda comunque. Che farà la Rai? I direttori dei tg sono sul piede di guerra, l’Usigrai pure. Salini, direttore ad interim di Rai2, poteva pensare a uno spazio sulla “sua” Rete. Ma non c’è tempo. Alla fine – tra un Fiorello e l’altro – si è deciso di ripiegare alle 21 su RaiPlay. Che figura…

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