Il piano industriale 2019-21 della Rai è “legge”

- Roma
L'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. Foto Ufficio stampa Rai.

Il cda lo ha approvato a maggioranza, con il voto contrario di Rita Borioni e Riccardo Laganà. Salini mette al centro i contenuti ed esulta: "Di corsa verso il futuro".

È “legge” il piano industriale della Rai 2019-21 presentato dall’amministratore delegato, Fabrizio Salini. Il cda, infatti, lo ha approvato stamane a maggioranza, con cinque voti favorevoli e due contrari. Il no, come largamente annunciato, è arrivato dal consigliere in quota Pd Rita Borioni (“Abbiamo fatto del nostro meglio. Ma eravamo solo in due”) e dal consigliere eletto dai dipendenti Rai Riccardo Laganà (“Ho votato no a malincuore, manca trasparenza”). Perplessità sul nuovo piano industriale condivise anche dall’Usigrai, il sindacato dei giornalisti. Polemiche e sospetti che lasciano immaginare che qualche difficoltà nei prossimi tempi questo piano potrebbe incontrarla.

“Tra gli obiettivi del Piano – spiega una nota di Viale Mazzini – l’elaborazione di contenuti pensati per piattaforme digitali e un’organizzazione e una cultura della Rai focalizzate sul prodotto e sulle aspettative del pubblico. In questa prospettiva si vanno a costituire le direzioni ‘orizzontali’: intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti”. Diminuisce invece – in forza di questa nuova organizzazione – il potere delle singole Reti che “saranno organizzate sotto la Direzione distribuzione, che avrà il compito di indirizzare, coordinare e armonizzare la programmazione complessiva”. Previsti, inoltre “un canale in lingua inglese”, sul quale si annunciano polemiche, che sarà “prodotto e distribuito da Raicom” e un “canale istituzionale”. Per quanto concerne l’informazione, “il Piano – aggiunge la nota dell’Azienda – prevede di mantenere i brand di punta dell’informazione Rai e di potenziare il Polo all news con la creazione di una testata multipiattaforma che integri Rainews, rainews.it, TGR e Televideo”.