A loSpecialista.tv il cineasta Massimo Mazzucco spiega perché non è convinto che l’uomo sia stato sulla luna. Il suo appello: “Basta isterie e aggressioni verbali se la si pensa diversamente”. Dibattito aperto il 15 luglio al Piccolo Eliseo di Roma.

Il 20 luglio 2019 ricorre il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio. Le Missioni Apollo furono vere o furono solo una versione più sofisticata della stessa fantasia realizzata da George Méliès nel suo famosissimo film del 1902 Viaggio sulla Luna? Il 15 luglio al Piccolo Eliseo di Roma ci sarà il cineasta Massimo Mazzucco col suo documentario American Moon, un film che riunisce in un’opera unica tutte le migliori argomentazioni a favore degli allunaggi e tutte le argomentazioni contrarie, comprese alcune prove mai presentate prima. “Perché si solleva un’incredibile isteria da parte di chi è convinto che siamo andati sulla luna nel momento in cui qualcuno dice di non esserne convinto? Non comprendo perché non ci possa essere uno spazio normale in una società normale per delle tesi opposte. Io nel mio film rispetto pienamente la tesi di chi dice che siamo andati, addirittura faccio vedere tutte le loro argomentazioni. Per me un sano dibattito è la base di una società libera e democratica, invece c’è una specie di isteria che si solleva automaticamente come l’atro giorno con Ivo Mej che ha fatto un articolo sul Fatto Quotidiano parlando del mio film e si è scatenato il putiferio, l’aggressione anche verbale, ‘ah non è possibile dare spazio a queste scemenze’, ora questa è una cosa che io non capisco, in una società civile dovrebbe esserci spazio per tutte le opinioni, tutte devono avere la stessa rispettabilità”, così a loSpecialista.tv Massimo Mazzucco.

Si sente un po’ il Michael Moore italiano con American Moon?
“Non mi aspettavo proprio questa domanda (ride, ndr). Non mi sento Michael Moore perché in realtà non ha mai denunciato grandi complotti, anche nel film sull’11 settembre si è limitato a denunciare certi legami tra le famiglie bin Laden e Bush, quindi assolutamente no”.

Tutti si ricordano dov’erano l’11 settembre, lei si ricorda dov’era il 20 luglio 1969?
“Quel giorno compivo 15 anni e proprio mentre tutta la gente era davanti ai televisori io baciavo per la prima volta una ragazza. Avevo sigillato il primo bacio della mia vita con uno dei momenti storici della storia dell’umanità. Si figuri poi quando avanti nell’età ho dovuto rendermi conto che eravamo stati presi in giro secondo la mia opionione, quindi per me è stata una doppia delusione perché mi ha distrutto anche il ricordo del più bel compleanno che avevo avuto fino a quel momento”.

Quali sono i tre principali motivi per cui non c’è da credere nell’allunaggio?
“Certamente le fotografie che sono tutte palesemente fatte in studio sulla terra, questa è la prima cosa e la più importante. L’ho chiesto ad alcuni dei più importanti fotografi del mondo e hanno tutti confermato che quelle foto non possono essere state fatte sulla luna con la sola fonte del sole. Sono fatte in studio con luci artificiali, questo il primo motivo. Il secondo, ci sono diverse bandiere che sventolano da sole senza che nessuno le tocchi e questo diventa molto difficile da spiegare in un posto dove non ci sia atmosfera come la luna. E il terzo ci sono delle difficoltà tecniche complessive nel fare questo viaggio e riportare a casa la gente sana e salva. Io ritengo che la Nasa fino all’ultimo ci abbia provato veramente, cioè non penso che abbiano deciso fin dall’inizio di prendere in giro il mondo. Quando sono arrivati ad un anno dalla data di scadenza, diciamo quella fissata da Kennedy, hanno visto che non ce l’avevano fatta, a quel punto avevano già in funzione tutti i simulatori che gli permettevano di simulare un viaggio sulla luna, compresi gli allunaggi, e quindi penso che abbiano deciso di usare quelli piuttosto che ammettere davanti al mondo che non ce la facevano”.

Cosa pensa di Jurij Gagarin?
“Non sarei certo che sia stato il primo uomo ad andare in orbita, è certamente il primo uomo ad essere tornato vivo nell’orbita terrestre. Ma ci sono molti dubbi che altri sovietici prima di lui siano stati mandati nello spazio e sono morti nel filo della propaganda russa che non permetteva di sapere niente”.

Come cineasta le piacciono i film che riguardano lo spazio?
“Mi piacciono se è sottinteso che sono di fantascienza. Mi piacciono un po’ meno quando fanno della fantascienza e poi la fanno passare per realtà come nella missione Apollo. In generale sì mi piacciono se è chiaro a tutti che si tratta di fantascienza”.

Ha una poesia sulla luna a cui è particolarmente legato?
“Una canzone, ‘Guarda che luna’, mi colpisce perché ha un doppio senso secondo me”.

Sta lavorando ad un nuovo film?
“Si, mi sto occupando della questione dei vaccini in questo momento. È molto complessa, non è facile dire né sì, né no. Non è facile dire sono pro vax o sono anti vax, sto scoprendo la questione molto più complicata, molto più dettagliata, voglio un lavoro scientificamente valido”.

Riuscirà a finirlo entro la fine dell’anno?
“Dovrei farcela, le previsioni sono quelle, poi non si sa mai con queste ricerche, perché più cerchi più trovi, più trovi più ti viene da cercare”.

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