Da sinistra: Franco Siddi_Alessandro-Salem_Fabrizio-Salini_Nicola-Maccanico_Giancarlo-Leone_Lucia-Borgonzoni. Foto Apa

L’associazione Apt diventa Apa e stila il primo rapporto sulla produzione nazionale che vale quasi 1 miliardo di euro, con in testa la fiction che attrae capitali stranieri e operatori Internet.

“Il netto incremento della presenza internazionale nei progetti dei produttori italiani, l’arrivo di capitali esteri per la crescita delle imprese audiovisive ed il successo delle nostre produzioni all’estero, su tutte le piattaforme, sono segnali che dimostrano il virtuoso percorso industriale ed editoriale della produzione indipendente che è in netta crescita rispetto al passato”, Giancarlo Leone, alla guida dell’associazione dei produttori audiovisivi, da oggi Apa e non più Apt, evidenzia questo come il fenomeno più rilevante del 1° Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale, presentato oggi a Roma. Un quadro roseo che evidenzia un forte sviluppo della produzione nazionale, che, negli ultimi due anni, ha raggiunto un valore prossimo a 1 miliardo di euro, con relativa crescita dell’interesse sui mercati esteri e con un vero e proprio boom della fiction.

A salutare il nuovo logo dell’associazione erano presenti in tanti, dal Sottosegretario di Stato Mibac Lucia Borgonzoni all’Amministratore Delegato Rai Fabrizio Salini, dal Direttore Generale Contenuti Mediaset Alessandro Salem all’EVP per l’area Programming Sky Nicola Maccanico, fino al Presidente di Confindustria Radio TV Franco Siddi. Un cambio di passo dell’associazione che vanta un piccolo primato: pur in un contesto di generale stagnazione dell’economia nazionale, l’intera produzione del settore – in particolare quella video televisiva – è entrata in una vera e propria fase di rinascita. Tra le tendenze positive: l’estensione del tax credit al prodotto televisivo e la maggiore comprensione della sua centralità culturale; lo sviluppo della committenza degli operatori Internet Over The Top con significativi effetti sull’intero versante della quantità di prodotto audiovisivo richiesta; l’espansione delle attività degli operatori Svod nazionali ma soprattutto internazionali come Netflix e Amazon.

La fiction (film-TV, serie, mini-serie, sit-com, soap- opera, telefilm) sta attraversando un vero e proprio boom con l’assorbimento del 38% del mercato audiovisivo collocandosi attorno a un valore di produzione compreso fra i 360 e i 380 milioni di euro. Seguono gli altri generi televisivi e Internet (animazione, programmi di intrattenimento, talk show, documentari, programmi culturali e di approfondimento etc.) con un valore compreso fra i 310 e i 340 milioni di euro. “Nel settore dell’intrattenimento – osserva Leone – su 250 titoli evidenziati, il 54% è di produzione interna (cioè direttamente riferibile ai broadcaster) ed il 46% di produzione esterna indipendente. Nella fascia pregiata, però, cresce il ricorso alla produzione indipendente con una quota del 61% rispetto al 39% di produzione interna, a riprova del valore editoriale e strategico dell’apporto produttivo esterno ed indipendente”.

Un volano alla crescita saranno le piattaforme Over The Top, grazie ad un rinnovato interesse per il prodotto nazionale che, sempre più spesso, si mostra in linea ad uno sfruttamento su scala globale. Il peso degli operatori Internet sul valore totale della produzione audiovisiva nazionale potrebbe arrivare a valere circa il 9-10% al 2022. Numerosi fattori potrebbero influenzare al rialzo di ulteriori punti tale stima, fra questi, lo sviluppo di piattaforme Over The Top nazionali – consortili. Quanto pesa oggi il settore? Secondo i dati di Apa il sistema imprenditoriale audiovisivo italiano comprende 7.247 imprese attive nel 2017, di queste oltre la metà concentrano la loro attività nella produzione cinematografica, di video e programmi tv. A livello territoriale le due regioni in cui si concentrano la stragrande maggioranza delle imprese sono il Lazio e la Lombardia.

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