Scenario allarmante tracciato dal presidente Agcom Cardani. E intanto per le tlc fioccano le multe.

La televisione in mano a Rai, Mediaset e Sky; internet, con i suoi algoritmi e le sue app, sempre più dominato da Google, Facebook, Twitter, Apple e Amazon; il mondo dell’editoria tradizionale in crisi drammatica; e il mondo delle Tlc bersagliato da procedimenti sanzionatori per violazione delle norme a tutela dei consumatori. Non è certo uno scenario tranquillizzante quello illustrato oggi a Montecitorio dal presidente dell’Agcom, Marcello Cardani. Ma andiamo con ordine e partiamo dalla tv. Nella relazione annuale, Cardani ha sottolineato come il triopolio resti ben saldo ai posti di comando del piccolo schermo. Rai, Mediaset, Sky (tra canone, pubblicità e abbonamenti – l’ordine non è casuale – incassano il 90% delle risorse tra chiaro e pay). L’82% delle risorse della tv in chiaro è in mano a Rai e Mediaset; il 77 % del mercato pay è di Sky. Il tutto per buona pace delle tv locali, ormai alla canna del gas, e dei piccoli competitor, come Discovery e Gruppo Cairo, che nonostante gli annunci trionfalistici continuano ad avere uno spazio marginale.

L’Agcom, inoltre, ha lanciato l’allarme Big Data, con un rischio concreto di monopolio dai parti dei giganti web. “Sono sei le App installate da più di un miliardo di utenti nel mondo e tre imprese detengono otto delle dieci app più scaricate: Facebook, Google e Apple”. L’editoria, poi, è in crisi drammatica: 3,6 miliardi di ricavi nel 2017, -5,2%, per un settore che “nell’ultimo decennio ha perso all’incirca metà del suo peso economico”. Un problema che investe “governo e Parlamento” e richiede – secondo Cardani – “una riflessione di ampio respiro”. Speriamo che ampio non sia anche il tempo che impiegheranno per capire che di questo passo un intero settore industriale di questo Paese sarà andato a rotoli.

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