In cda Rai “processo” a Teresa De Santis e Giuseppe Carboni

- Roma
Una veduta generale della sede della Rai di viale Mazzini, 22 ottobre 2013, a Roma. ANSA/CLAUDIO ONORATI

Fabrizio Salini deve correre subito ai ripari. E sull’operazione Fiorello su RaiPlay Riccardo Laganà e Rita Borioni gli hanno chiesto il “conto”.

Le numerose slide presentate al cda Rai di giovedì scorso da Marcello Ciannamea, direttore coordinamento editoriale palinsesti televisivi, e da Roberto Nepote, direttore marketing, parlano chiaro. L’autunno Auditel non sorride al Servizio pubblico, appesantito in particolare dalle prestazioni di Rai1 e Rai2 sul fronte delle Reti, e dal Tg1 sul fronte dell’informazione. E considerando che Carlo Freccero ha le valigie in mano (lascia l’incarico il 28 novembre prossimo), sul banco degli imputati del settimo piano sono finiti Teresa De Santis e Giuseppe Carboni.

L’ACCUSA DEL CDA – A puntare l’indice contro la direttrice dell’ammiraglia sono stati i consiglieri Rita Borioni, Beatrice Coletti e Riccardo Laganà. Uno sguardo attento verso Saxa Rubra, invece, l’hanno buttato Igor De Biasio e (un pochino meno) Giampaolo Rossi. L’ad Fabrizio Salini ha preso appunti… E il presidente Marcello Foa – diventato d’improvviso parecchio taciturno e al di sopra delle parti – ha messo tutto a verbale. Il cda si è concluso – a quanto apprende Lo Specialista – con la richiesta esplicita del consiglio all’ad perché prenda al più presto provvedimenti o adotti correttivi. Tradotto: a fine novembre – se l’Auditel non darà improvvisi segnali di risveglio – potrebbe saltare la poltrona della De Santis (per quel che conta nella nuova Rai che guarda ai generi e cammina a trazione orizzontale); e in primavera quella di Carboni. Nel frattempo Laganà e Borioni hanno chiesto a Salini trasparenza in merito al costo dell’“operazione Fiorello” su RaiPlay. Presto tutti sapremo quanto pesa a bilancio l’ingaggio multipiattaforma dello showman. VivaRaiPlay e Viva la trasparenza…

LE PROVE AUDITEL – Ma torniamo un attimo alle slide di Ciannamea e Nepote. In prime time Rai1 nel periodo 8 settembre-15 ottobre 2019 si attesta al 19% e perde un punto di share rispetto allo stesso periodo del 2018. Quel punto, con una media del 14,7%, se lo accaparra Canale5. Mentre Rai2, con una media del 5,7%, segna -1,3% di share. Brutte notizie anche per il Tg1. Il notiziario di Carboni nell’edizione delle 20 segna una media del 21,8% perdendo due punti secchi rispetto allo scorso autunno; l’edizione delle 13.30, con il 20,8%, fa -1,1%; e quella delle 8 del mattino, con il 21,6%, fa -1,2%. La Rai mantiene la leadership degli ascolti, insomma, ma la concorrenza rosicchia spettatori. Curioso, infine, che sul banco degli imputati della Sala Orsello non sia finito anche Gennaro Sangiuliano. Il Tg2 delle 13, con media share del 13,4%, perde 1,7% di share. E alle 20.30, con una media del 6,7%, segna -0,8%. C’è poco da stare allegri, insomma, anche da quelle parti…

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