Il consigliere Rai, Rita Borioni.

Rita Borioni ha declinato l’invito: “Non mi piace per nulla quello che sta accadendo”. Riccardo Laganà partecipa ma ha rinunciato all’indennità.

Al settimo piano di Viale Mazzini – durante l’ultimo cda Rai del 24 gennaio 2019 – sono sbocciati i “comitati di lavoro”. Li coordina entrambi (naturalmente) il presidente della Rai, Marcello Foa, e ne fanno parte i consiglieri di amministrazione. In particolare sono nati due comitati: il prima concentrerà le sue attenzioni sul “prodotto” e ne fanno parte Giampaolo Rossi, Beatrice Coletti e Riccardo Laganà. Il secondo, invece, si occuperà di “valorizzazioni dei beni artistici e immobiliari dell’azienda” e ne fanno parte Igor De Biasio, Beatrice Coletti e Rita Borioni. Lo scopo dei comitati è quello di approfondire i rispettivi temi per poi fare una relazione da portare all’attenzione del consiglio e dell’ad, Fabrizio Salini. I comitati rimarranno in vita per sei mesi, e – come ha spiegato in un post su Facebook lo stesso Laganà – “Il compenso di partecipazione è stato stabilito pari a 9.500 euro”. Lordi però… Il consigliere eletto dai dipendenti ha “chiesto al collegio sindacale di valutare la possibilità di riversare il compenso al fondo di accantonamento per il Premio di Risultato. Capisco che in proporzione è come versare un centesimo nel deposito di Zio Paperone – ha scherzato – però il gesto simbolico mi ha permesso di sollevare di nuovo l’annoso problema di un premio di risultato (18 milioni l’anno circa, ndr) che ormai sta sfumando nella mente dei tanti colleghi rassegnati a non prendersi mai un merito formale né tanto meno economico”.

C’è chi invece non solo ha rinunciato al compenso, ma addirittura ha rifiutato di far parte del comitato. Si tratta di Rita Borioni, consigliere al suo secondo mandato in quota Partito Democratico. Si è detta infastidita dal metodo con cui sono stati assegnati incarichi ad alcuni suoi colleghi: Coletti e Rossi nel cda di Rai Pubblicità e De Biasio nel cda di RaiCom. Incarichi per i quali ad onor del vero hanno rinunciato alle indennità. La moltiplicazione delle poltrone da parte di un pezzo del Consiglio “che si è dato nuove e ulteriori cariche dentro i consigli di società consociate, mi vede fortemente contraria. Sia per il merito che per il metodo”, ha spiegato Borioni. “Nessuno ha risposto alla richiesta di chiarire quali siano stati i criteri di autoselezione di presidente e consiglieri di maggioranza. Personalmente, visto il clima che si è creato ho preferito rinunciare anche a partecipare ai comitati interni al cda e rinunciare, quindi, anche ai compensi correlati. Non mi piace per nulla quello che sta accadendo”.