In Rai cade un tabù: in onda #LaTrattativa di Sabina Guzzanti

- Roma

Merito forse dell’eco al cinema del film di Marco Bellocchio “Il traditore” su Tommaso Buscetta? Il consigliere Laganà: “Plauso all’ad Fabrizio Salini, a tutta Rai2 ma soprattutto al coraggio ed alla determinazione del direttore Carlo Freccero". Appuntamento giovedì 13 giugno, ore 21.20.

“@SabinaGuzzanti mette in scena le controverse vicende relative alla cosiddetta ‘trattativa’ Stato-mafia. Giovedì 13 giugno, 21.20 il film #LaTrattativa. A seguire un approfondimento in studio condotto da #AndreaMontanari”. In questo pomeriggio solare Rai2 ha twittato nuovamente la messa in onda del film di Sabina Guzzanti che era già caldeggiata per il 21 marzo scorso, in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. A compensazione della mancata trasmissione della pellicola, in primavera fu annunciata la messa in onda su Rai Italia del film “La nostra terra” di Giulio Manfredonia sulla nascita delle cooperative agricole sui terreni confiscati alle mafie (film programmato poi su Rai1 lo scorso 21 maggio, nella settimana dedicata al ricordo della strage di Capaci – 23 maggio 1992 -, ma poi non andato in onda per commemorare il campione di Formula1 Niki Lauda con la messa in onda del film di Ron Howard “Rush”).

“Se ci twitta @RaiDue deve essere vero”, ha scritto l’8 giugno sui social una sorpresa Sabina Guzzanti al primo tweet di Rai2 che tuonava: “Non perdete #LaTrattiva di @SabinaGuzzanti”. La cineasta sui social ha ringraziato poi “#Laganà, il primo consigliere eletto dai dipendenti Rai”, “felice che il servizio pubblico trasmetta #LaTrattativa. Vedi che fuori i partiti dalla Rai funziona…”. Dal canto suo, Riccardo Laganà su Facebook ha espresso il suo “apprezzamento e plauso all’ad Fabrizio Salini, a tutta Rai2, ma soprattutto al coraggio ed alla determinazione del direttore Carlo Freccero che non solo ha fortemente voluto trasmettere in prima serata questo film, ma permetterà un dibattito tra esperti e giornalisti, quanto mai necessario ed opportuno, per la comprensione di un argomento così delicato ed importante come la Mafia”. Con Sabina Guzzanti in studio sono attesi tra gli altri: il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, il cronista di giudiziaria del Corriere della Sera Giovanni Bianconi, e gli avvocati di Marcello Dell’Utri e Mario Mori.

“La messa in onda di questo film, fortemente osteggiato da tutti i precedenti CdA, direttori di Rete e dg Rai, è un segnale di ascolto verso tutte le Associazioni, esponenti della Società Civile che attraverso richieste formali, comunicati o petizioni web ne richiedevano a gran voce la diffusione più ampia ed approfondita – ha dichiarato ancora Laganà -. Anche io mi sono battuto per anni, in qualità di presidente dell’associazione Rai Bene Comune, per la messa in onda del film. Dopo tante polemiche, una bella pagina di Servizio Pubblico Radio Televisivo e pluralismo”. La pellicola, del 2014, è di genere documentaristico ed ha come tema centrale la negoziazione tra lo Stato italiano e Cosa nostra negli anni Novanta. Rai Bene Comune a ridosso del 21 marzo 2019 per sollecitare la messa in onda della pellicola scriveva sul proprio sito (http://www.indignerai.it/): “Un film più che mai attuale dopo la sentenza storica della Corte d’Assise di Palermo che nell’aprile del 2018 ha portato alla condanna di mafiosi, politici e uomini delle istituzioni, provando in quali modi sia avvenuta la trattativa tra Stato e mafia nella terribile stagione del 1992-1993, insanguinata dalle stragi Falcone e Borsellino e poi dagli attentati di Roma, Milano e Firenze”.

“Giovedì 13 si rompe un tabù – ha voluto sottolineare Sabina Guzzanti -. Non siamo più costretti a far finta che tutto quello che si racconta nel film non sia mai accaduto. Perché una cosa è certa: gli eventi scandalosi e tremendi narrati nel film sono tutti veramente accaduti e molti altri se ne potevano aggiungere. Anche se ancora non conosciamo i nomi dei responsabili sappiamo che devono essere stati in tanti e devono essere stati personaggi molto potenti. Abbastanza potenti da cancellare prove, deviare le indagini, corrompere, premiare, uccidere, falsificare le autopsie, togliere incarichi ai ministri”. Forse questo tabù viene meno in queste ore anche per merito dell’eco al cinema del film di Marco Bellocchio “Il traditore” su Tommaso Buscetta, primo pentito di mafia, che consentì ai giudici Falcone e Borsellino di comprendere l’organizzazione di Cosa Nostra e di portarne i capi in tribunale.

IL FILM LA TRATTATIVA – In 104 minuti, sulle note del Premio Oscar Nicola Piovani, un gruppo di attori – impersonando anche più personaggi – mette in scena gli episodi più rilevanti della vicenda nota come trattativa Stato-mafia, dando corpo a mafiosi, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali, magistrati, vittime e assassini, massoni, persone oneste e coraggiose, e persone coraggiose fino a un certo punto. La cosa più impegnativa per Sabina Guzzanti, che firma regia, soggetto e sceneggiatura – oltre ad impersonare quattro ruoli (narratrice, prof. di teologia, giornalista e Berlusconi) – è stata quella di riuscire a trasformare un mucchio di libri, articoli, verbali, e ore e ore di registrazioni di sedute processuali, in una storia. Nel pressbook del 2014, quando il film è stato presentato fuori concorso alla 71esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Sabina Guzzanti osservava: “Quando mi guardo intorno e vedo che trattativa o non trattativa, tutto si muove secondo una logica di mafia, in questo clima, continuare a pensare che si possa arrivare a una verità storica condivisa, continuare a pensare che si possa parlare, che si possano ancora mettere al centro i temi oggettivamente centrali come questo, è una dimostrazione di smisurato ottimismo. Forse un po’ troppo magari”. Anche per questa messa in onda troppo ottimismo? Si vedrà…

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