In Rai sboccia un Fiorello. Vado a Sanremo? “Ovvio”

- Roma
Rosario Fiorello. Foto da account Twitter @Fiorello.

Dal 4 novembre arriva la nuova Raiplay. Allo showman il compito di “alfabetizzazione digitale” del pubblico di “vecchietti”, con incursioni su tutte le piattaforme.

Prima una vetrina su Rai1 (15 minuti di “promo” alle 20.30 dal 4 all’8 novembre); poi sei settimane in cui imperverserà su RaiPlay (dal 13 novembre al 19 dicembre, il mercoledì, il giovedì e il venerdì per 50 minuti alle 20.30); e (nel week end alle 11) su Radio2 con il meglio di “VivaRaiPlay!”. Infine il festival di Sanremo targato Amadeus. In Rai sboccia un Fiorello. A maggio compie sessant’anni (“poi smetto”), ma sprigiona una fragranza fresca e i suoi petali hanno colori accattivanti. L’ideale per battezzare la nuova Ott della tv di Stato. Stamane l’operazione Fiorello è stata presentata in Via Asiago a Roma. Sul palco l’ad Fabrizio Salini, il direttore di RaiPlay Elena Capparelli, e un solo mattatore…

LA PROMESSA AD AMADEUS – In Viale Mazzini gli avevano detto di non parlare di Sanremo e Fiorello ha puntualmente disobbedito. “Ovvio che andrò a Sanremo – ha spiegato -. Ma non so ancora in che veste. Dal 20 dicembre (quando la sua prestazione su RaiPlay sarà terminata, ndr) mi siederò al tavolo con Amadeus e decideremo cosa fare all’Ariston. È una promessa fatta ad Amadeus 35 anni fa ad Ibiza. Mi disse: ‘Se mai condurrò il Festival tu devi esserci’. Ci sarò. E ci sarà anche Jovanotti”.

il conduttore Rai Amadeus.

VIVARAIPLAY! – Cosa farò? “Quello che voglio, non mi pongo limiti” “Ma non sarà un varietà – ha garantito Fiorello – ma una varietà di cose. Sarebbe stato più facile fare quattro puntate su Rai1. Di materiale ne ho a chili…” Rosario ha parlato con entusiasmo ma non ha nascosto anche una certa preoccupazione per la sua nuova avventura in Rai. “E’ un nuovo inizio, una svolta, come la tv a colori. Non so perché ho accettato, mi sento malissimo. Prendiamocela un po’ tutti la responsabilità”, ha detto scherzando con Salini. “RaiPlay – ha continuato con il suo show – è un nome sbagliato, sembra RePlay, una cosa già vista, era meglio RaiFlix”. Ma a Fiorello le sfide piacciono. “Non mi sono mai arenato su uno stesso format o su una stessa Rete”. E gli ascolti su Rai1? “L’orario dopo il Tg1 è difficile. Lì il vuoto di spettatori lo crei con la pubblicità o se inviti il premier Conte!”.

IN PRIMA FILA – Sul palco di Via Asiago Fiorello, la Capparelli e Salini. Seduti i prima fila una dozzina di dirigenti di prima fascia. Ma non c’era il direttore di Rai1, Teresa De Santis, e neanche il presidente Rai, Marcello Foa. “La De Santis non c’è – ha scherzato Fiorello sgomitando Salini palesemente imbarazzato – sta con Foa a Perugia a fare i caroselli con la lambretta. San Francesco lacrima Mojito. Tra l’Umbria è il flop del programma non ne usciamo vivi”. A proposito di politica. “Vorrei intervistare i leader – ha improvvisato Fiorello – ma se lo farò sarà a modo mio”.

A CACCIA DI VECCHIETTI – Chi ha pensato che l’ingaggio di Fiorello su RaiPlay doveva ringiovanire il pubblico del Rai si è sbagliato di grosso. “Non devo portare i giovani. Ci rivolgiamo al pubblico Rai – ha spiegato Fiorello – un pubblico adulto”. Insomma, quella in atto è la più grande opera di alfabetizzazione digitale messa in campo dalla tv di Stato. “Devo far capire alla gente dove il mondo sta andando”. “I giovani se saremo bravi saranno una conseguenza”. Intanto, però, oltre a Vincenzo Mollica (anche lui presente in Via Asiago) ha ingaggiato il 19enne Luciano Spinelli. È il mago del Tik Tok con 7,2 milioni di follower. Mica male come audience…

Fiorello e Luciano Spinelli. Foto da profilo Twitter @Fiorello.

IL COSTO DELL’OPERAZIONE FIORELLO – “E’ una produzione interna e questo è un punto fondante”, ha premesso Salini incalzato dai giornalisti. “Il costo è relativo, se consideriamo tutto quello che vuol dire questa operazione. E comunque Fiorello è in linea con i nostri costi. È un investimento culturale che il servizio pubblico deve fare”. “E’ un’operazione di forte discontinuità. Un anno fa ho conosciuto Fiorello e ha dimostrato da subito coraggio e voglia di fare. Quella che proponiamo è un progetto multipiattaforma per la prima volta a livello internazionale. La Rai prima di tutti. Una Rai che rischia, che innova, e che scommette sulla qualità dei contenuti”. In realtà di cifre sia sull’ingaggio di Fiorello, sia sull’operazione RaiPlay già ne circolano parecchie. E il cda ha chiesto “trasparenza”…

RAIPLAY – “Molto di più di quanto immagini”, è lo slogan. La Rai diventa un Ott a tutto tondo. Non solo un luogo in cui vedere le dirette e rivedere i programmi della settimana. Ma una piattaforma streaming in cui scegliere con l’on-demand tra un’ampia selezione. E dal 4 novembre una nuova interfaccia che promette una library di 2.200 titoli tra cui 500 film, 350 documentari e 250 fiction e – come nel caso di Fiorello – produzioni originali e acquisizioni internazionali. Il tutto condito da informazione, sport e cartoni.

I NUMERI – Ben 12,4 milioni di utenti registrati e 12 milioni di app scaricarte. Inoltre 488 milioni di video visti tra gennaio e settembre di quest’anno (+75% sul 2018). E 112 milioni di visitatori. La Capparelli ha ricordato che “siamo partiti prima dell’estate, ed è un progetto tutto interno all’azienda. Una nuova release, con interfaccia e architettura innovativa. Avrà un suo passo, un suo stile e una sua cifra. Siamo servizio pubblico. Un’offerta per tutti, che non richiederà neanche la registrazione alla piattaforma con un cambio radicale del paradigma: nuovi linguaggi e nuovi volti”. E il fatto che un Ott rinunci a profilare milioni di utenti (per la gioia di RaiPubblicità) è davvero una mossa da servizio pubblico. VivaRaiPlay!

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