La Rai assume 90 giornalisti. Dubbi e speranze sul “concorsone”

- Roma
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Altri 250 precari avranno entro il 2022 il “giusto contratto”. Ma questa mega infornata, che porterà i giornalisti a sfondare quota 2.000, rischia di finire in tribunale.

Giornalisti italiani iscrivetevi (entro le ore 15 del 28 ottobre 2019) e partite alla volta dei cancelli Rai. La tv di Stato, infatti, che ha in organico al 31 dicembre 2018 1.735 giornalisti (nessuno con meno di 30 anni e 274 con oltre 60 anni) ne cerca altri 90 con una procedura di selezione per titoli e prove. I fortunati vincitori diventeranno redattori ordinari (prima con contratto a tempo determinato e poi, in caso di positivo inserimento in azienda, indeterminato) e saranno sparpagliati – in forza di graduatorie regionali valide per due anni – in 14 regioni italiane e due province: Trento e Bolzano. E lì, ai confini dell’“Impero”, dovranno rimanere “per almeno 5 anni” prima di poter fare richiesta di trasferimento (da vagliare in base alle esigenze aziendali) in altra redazione regionale o testata giornalistica.

Davvero una bella boccata d’ossigeno per un settore come quello del giornalismo in piena crisi. Ma su questo concorso, è bene che si sappia, oltre a molte speranze ci sono un po’ di dubbi. Siamo sicuri ad esempio che alla Cassazione vadano bene concorsi territoriali fatti da enti pubblici o di interesse pubblico? E può l’azienda impedire al candidato di presentare più di una candidatura indicando magari due diverse Regioni? È giusto che in caso di ex aequo venga data preferenza al candidato più giovane? Ed è lecito, infine, condizionare l’assunzione di un vincitore di concorso (e quindi con un titolo acquisito in mano) alla rinuncia ad eventuali contenziosi pendenti?

Ma non basta. L’altra tegola che rischia di cadere sulla testa del bando è quella dei giornalisti del concorso 2014/15 che ha prodotto 100 vincitori e 287 “idonei”. Graduatoria che l’azienda ha scalato fino alla posizione 201 (qualcuno ha rinunciato) per poi dichiararla “scaduta” lasciando sul campo 186 professionisti, un centinaio scarso dei quali si è costituito in “comitato” per combattere la battaglia dell’assunzione. Sono assistiti dall’avvocato Vincenzo Iacovino e hanno già presentato un ricorso (udienza il 20 aprile 2020) al giudice ordinario rivendicando l’assunzione, visto che ora l’azienda ha ufficializzato con il concorso la carenza di personale giornalistico e la necessità di assumere. Stanno facendo le pulci a tutte le assunzioni di giornalisti firmate in Viale Mazzini dal 2014 ad oggi. E – a quanto apprende Lo Specialista – non rinunceranno di impugnare anche questo “concorsone” al quale – magari munendosi di una clausola cautelativa – non mancheranno in molti di partecipare.

Ciliegina sulla torta Rai, poi, la questione dei 250 giornalisti precari che tra il 2014 e il 2018 – come partite Iva o con contratti a progetto con i ruoli più disparati – hanno svolto lavoro giornalistico in una trentina di programmi di Rai1, Rai2, Rai3, Radio2 e Radio3 (sembra che qualche programma non sia stato considerato!). Per loro, in forza di un accordo firmato dall’Usigrai con l’azienda il 23 luglio 2019, è in arrivo il “giusto contratto”. “Entro giugno 2020 – ha spiegato il segretario UsigRai Vittorio Di Trapani – ci siederemo a un tavolo con la dirigenza per capire come sistemare i neo stabilizzati”. A quanto si legge nell’accordo la loro posizione lavorativa sarà regolarizzata attraverso una “selezione” interna (tre prove obbligatorie e una facoltativa) che consentirà all’azienda di stilare una “graduatoria”: 125 precari entro il 2021 avranno un contratto giornalistico, mentre gli altri 125 dovranno attendere il 2022. Sembra che a loro sia stato detto di non partecipare al “concorsone”… Ma siamo certi che tutti seguiranno il consiglio?

Un’ultima annotazione la meritano gli studenti della scuola di giornalismo di Perugia, circa 70 diplomati negli ultimi tre bienni in attesa di una collocazione alla quale però non hanno diritto nonostante l’azienda spenda circa 1,4 milioni tra finanziamento diretto e stipendi ogni anno per sostenere la scuola. Molti di loro a questo concorso parteciperanno, avranno diritto a 3 punti aggiuntivi proprio per aver frequentato con successo un corso di giornalismo riconosciuto dall’Ordine, e sembra che abbiano ottime chance di farcela. Il concorso – si sussurra in Azienda – è cucito su misura per loro: giovani e digital. Allora che dire, un grosso in bocca in lupo ai giornalisti disoccupati, idonei o meno, ai precari e ai “perugini”. E se il concorso dovesse finire in Tribunale, in bocca al lupo anche alla Rai…