MONICA MAGGIONI NELLA FOTO AGI PER UFFICIO STAMPA RAI

Il nuovo canale lo produrrà RaiCom, previste circa 1.000 ore l’anno di nuove trasmissioni e un blocco news ogni ora. Ma il consigliere Laganà è sul piede di guerra...

Prove tecniche di trasmissione in Rai, ma in inglese. La tv di Stato, infatti, come previsto dal contratto di servizio (e recepito dal piano industriale 2019-21 appena approvato) deve battezzare un canale in lingua inglese a carattere informativo, che promuova i valori e della cultura italiana, con produzione originali realizzate appositamente per un pubblico straniero. Evviva il made in Italy, insomma… Ancora non si sa come si chiamerà il canale, dove verrà prodotto e chi ne sarà il direttore (gli indizi portano dritti dalle parti di Monica Maggioni, che il dossier lo maneggia da quando era presidente della Rai). Ma nel frattempo qualche indicazione – ancora molto generica – dal settimo piano emerge.

I boatos di Viale Mazzini, infatti, raccontano che il canale andrà in onda già da dicembre 2019 e avrà un budget di circa dieci milioni l’anno per tre anni. Trenta milioni fino al 2021 ai quali – a quanto apprende LoSpecialista.tv – se ne aggiungeranno altri trenta, sempre in tre anni, per realizzare il canale istituzionale. Nel frattempo, già entro giugno di quest’anno, Rai e RaiCom (la società amministrata proprio dalla Maggioni) firmeranno un contratto di servizio per la realizzazione del canale, e sarà definita la struttura e l’organizzazione. Inoltre sarà stabilita la linea editoriale, ci sarà un road-show di presentazione ai possibili partner istituzionali (e privati) e l’avvio di attività commerciali: al canale serviranno infatti altre entrate. Inoltre, sempre prima dell’estate, è previsto l’avvio della produzione dei primi contenuti originali. Il tutto per circa 1.000 ore di nuove trasmissioni all’anno: produzioni originali, cinema e materiale d’archivio da ri-editare in inglese; e contenuti news (un blocco ogni ora).

Il consigliere Rai, Riccardo Laganà, è intervenuto alla conferenza stampa di Sapiens.

Un progetto osteggiato da Riccardo Laganà, che non a caso il piano industriale non l’ha votato. Al consigliere Rai eletto dai dipendenti non piace l’idea che questo canale in inglese sia sotto l’ala di RaiCom, braccio commerciale dell’azienda che “valorizza e distribuisce i diritti Rai in Italia e nel mondo”. Una consociata, tra l’altro, non sottoposta alle stesse regole e agli stessi controlli della casa madre. Posto che il contratto di servizio chiede alla Rai (e non a una sua consociata) di mettere in piedi il canale in inglese, Laganà pone essenzialmente due questioni: affidando il canale in inglese a RaiCom si darebbe una valenza commerciale ad un obbligo specifico di servizio pubblico; e si introdurrebbe la questione del doppio ruolo che il presidente Rai Marcello Foa e il consigliere Rai Igor De Biasio rivestono anche nella corporate di RaiCom (anche qui presidente e consigliere). Un conflitto d’interessi, insomma. Eppure al settimo piano sono convinti che RaiCom sia il contenitore giusto dove mettere il nuovo canale in inglese, “la sua sede naturale”. Non il modo migliore per battezzare un nuovo progetto. Un canale in inglese, insomma, con i soliti sospetti all’italiana.