Un grido d’allarme campeggia stamane su Il Giornale. A lanciarlo Roberto Rosso (Fdi) e i sindacati.

Mala tempora currunt nella Rai di Torino. Almeno a giudicare dal grido d’allarme (dal sapore “vagamente” elettorale) che stamane campeggia su il Giornale. A lanciarlo Roberto Rosso, candidato per Fratelli d’Italia al Consiglio regionale del Piemonte e capogruppo in Comune, in sintonia (sembra di intuire) con le rivendicazioni delle Rsu del Centro di produzione torinese. Nell’articolo di Gianni Giretti, Rosso lamenta un “centro di produzione Rai di Torino allo sbando. Non ci sono investimenti, le produzioni latitano, non si fanno assunzioni. Nel frattempo si rafforzano gli altri centri e si danno lavori in appalto a privati”… … “I lavoratori – continua l’articolo – minacciano lo sciopero. E le rivendicazioni sono puntuali e dettagliate. ‘Negli ultimi anni, compreso l’esodo incentivato, alle Rsu risultano usciti dal Centro di Produzione di Torino 71 addetti, mentre sono stati assunti soltanto 8 impiegati, 1 tecnico, 1 ausiliario e sono stati stabilizzati 35 lavoratori a termine’, ricorda Rosso che aggiunge, riprendendo il documento dei lavoratori: ‘si tratta d’un incremento oggettivo di forza lavoro irrisorio, perché i contratti a termine già operavano’. In ogni caso si sono già persi 25 posti di lavoro. Anche i mezzi in dotazione al Cptv torinese latitano”. Nell’articolo si racconta dell’assenza di un mezzo pesante per le riprese esterne e del ricorso sistematico ad appalti esterni e di apparati che continuano ad essere per la maggior parte in SD.

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