La Rai documenta le mafie del Nord: cosa è cambiato dallo scontro Saviano-Maroni ad oggi

- Roma

Due anni fa il Parlamento istituzionalizza il 21 marzo quale Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti promossa da Libera 24 anni fa.

“L’articolo 2 del contratto di servizio cita tra i compiti della Rai quello di veicolare la cultura della legalità”, come ha ricordato l’amministratore delegato Fabrizio Salini in Viale Mazzini durante la conferenza stampa dell’offerta Rai per la XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera, con una Rai impegnata a 360° per questa causa giovedì 21 marzo. “Una giornata che si trasforma in esempio positivo per tutti noi, ricordando Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e don Peppe Diana, ma anche chi è poco conosciuto, per contribuire alla rinascita civile”, così il presidente Rai Marcello Foa esprimendo la sua “solidarietà umana con molto trasporto” ai familiari delle vittime, in primis ai presenti, i parenti di: Francesco Vecchio, l’imprenditore originario di Acireale che venne crivellato di colpi di arma da fuoco nella zona industriale di Catania; Michele Landa, metronotte ucciso e bruciato a Pescopagano, frazione di Mondragone (Caserta); e Domenico Noviello, imprenditore ucciso a Castel Volturno dalla camorra, perché si era rifiutato di pagare il pizzo ed aveva denunciato e fatto condannare gli estorsori.

“Se celebriamo questa giornata lo dobbiamo a Saveria Antiochia”, ha ricordato Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, associazione fondata nel 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alla criminalità organizzata. Saveria era la madre di Roberto Antiochia, membro della scorta dei commissari Beppe Montana e Ninni Cassarà, assassinati da Cosa nostra rispettivamente il 28 luglio e il 6 agosto 1985. Il 21 marzo si celebra dal 1996 in tutta Italia la Giornata della Memoria e dell’Impegno, grazie a Libera, Avviso Pubblico (associazione nata nel 1996 per riunire gli Amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica), realtà del terzo settore, scuole, cittadini che, assieme alle centinaia di familiari delle vittime, si ritrovano ogni anno in tanti luoghi, per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano delle mafie. Il 17 marzo 2016 il Senato ha approvato all’unanimità l’istituzione della Giornata, e l’Assemblea di Montecitorio ha definitivamente approvato il provvedimento il 1 marzo 2017.

“Il nostro è un Paese che sa celebrare con intensità i fatti di sangue, gli attentati, ma una volta passata l’emozione sincera, autentica dei media, spesso chi ha dovuto subire fatti molto gravi in prima persona avverte solitudine – ha osservato Foa -. Questa Giornata contribuisce a dare conforto e a mantenere l’attenzione morale sulle mafie, un fenomeno tutt’altro che sconfitto. La mafia ha preso una forma diversa: non esercita più arroganza sul territorio, ma entra in colletto bianco in realtà inimagginabili, ci sono infiltrazioni nella società civile del Nord Italia”. Per questo motivo, quest’anno la piazza principale della Giornata è Padova, “ci si concentra – ha ricordato Salini – su zone lontane dallo stereotipo mafioso, quindi sul Nord Est ricco: Veneto, Fiuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. I nostri riflettori sono accesi per chi non si rassegna contro il malaffare. La Rai ha le porte aperte per le tante sfaccettature di questo paese. Libera rappresenta l’Italia migliore e noi saimo il motore dell’Italia migliore, portavoce della cultura della legalità”. “Nel Nord Est – ha precisato Don Ciotti – le mafie si sono radicate. Grazie alla disponibilità delle reti Rai si ha la possibilità di graffiare un po’ più nelle coscienze e restituire il debito di responsabilità verso chi è stato assassinato. Questa Giornata non è un evento, ma un momento per stringerci più forte ai familiari delle vittime perché quel dolore non si cancellerà mai. Abbiamo un debito di riconoscenza verso chi è stato assassinato: queste persone sono morte ma grazie a tutto questo per noi sono ancora vive e i loro sogni e le loro speranze devono camminare sulle nostre gambe”. Per chi ha la memoria corta, nel 2010, nel programma “Vieni via con me” di Fabio Fazio, lo scrittore Roberto Saviano affermò che “al Nord la ‘ndrangheta interloquisce con la Lega”, affermazione che causò l’intervento dell’allora ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che chiese il diritto di replica. “Dopo quella vicenda – ha ricordato Don Ciotti -, fu proprio Maroni a chiedermi se ero dsposto a incontrare i sindaci della Lombardia: ‘Noi abbiamo posizioni diverse sui migranti ma ti chiediamo una mano a leggere la realtà’. Ed io al Pirellone li ho incontrati per ragionare e dialogare sulla presenza delle mafie al Nord, in quel caso della Lombardia, riconoscendo che il problema c’era. Libera – ha sottolineato – è apartitica ed è disposta a collaborare in modo serio con chiunque”.

A nove anni di distanza da quell’episodio, quindi, il corteo della Giornata trova la sua piazza principale al Nord, e la Rai sarà lì a documentare. “Sarà un racconto – ha spiegato Marcello Ciannamea, direttore del Palinsesto Rai – che avverrà attaverso tutte le reti e mezzi, con approfondimenti informativi e film documentari. Tutto il corteo di Padova sarà seguito in diretta, in particolare dalle 9 alle 11 tutte le reti si collegheranno con questa piazza. Rainews24 darà lettura di tutti i nomi delle vittime di mafia, e poi in diretta riprenderà l’intervento conclusivo di Don Ciotti. Rai Storia sul canale dedicato presenterà per ‘Diario civile’ il cronista d’assalto Giuseppe Marrazzo, che era ‘intransigente nella denuncia di ogni collusione tra criminalità e potere’. Si coinvolgeranno anche i più piccoli con Rai Gulp, che manderà in onda il cartone animato ‘Giovanni e Paolo e il mistero dei Pupi’ su Falcone e Borsellino. Tutte le iniziative saranno visibili parrallelamente sul web, con RayPlay e i social”. In più, non andrà in onda su Rai2 il film “La trattativa” di Sabina Guzzanti, ma “Rai Italia trasmetterà in prima visione ‘La nostra terra’ di Giulio Manfredonia, con Stefano Accorsi e Sergio Rubini, sulla nascita delle cooperative agricole su terreni confiscati alle mafie”.

Anche la radio sarà in prima linea, innanzitutto con “la copertina di RaiPlayRadio dedicata a Radio Aut, la radio di Peppino Impastato – ha sottolineato Michele Gulinucci, vice direttore di Rai Radio -. Radio1 segue la Giornata in 5 appuntamenti a partire da ‘Il Mattino di Radio1’, poi ‘Giorno per Giorno’, ‘Viva Voce’, ‘Mangiafuoco sono io’ dedicato a Pippo Fava (assassinato nel 1984) e ‘Zapping’. Radio2 ha in ‘Caterpillar’ il programma gemellato con Libera, e la puntata sarà totalmente dedicata alla Giornata. Radio3 seguirà i fatti in “Prima Pagina”, “Tutta la città ne parla” e “Fahrenheit”. Isoradio disseminerà discorsi recenti e meno recenti di Don Ciotti dentro le comunicazioni di servizio. Inoltre, un documentario Rai Radio Techeté concentrerà in uno speciale tutte le voci Rai sull’impegno informativo attraverso inchieste e interviste”, tra queste spicca quella a Rita Borsellino”.

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