L’ad Fabrizio Salini aspetta un parere della commissione di Vigilanza che arriverà solo dopo il voto, quando il panorama politico sarà parecchio più chiaro.

“Per rispetto del Parlamento la partenza del piano news è legata alle indicazioni che arriveranno da questa commissione”. A spiegarlo è stato l’ad Rai, Fabrizio Salini, nell’audizione in commissione di Vigilanza Rai di martedì 16 aprile. E a giudicare dai pareri espressi da molti commissari a San Macuto, il Parlamento si prepara a smontare l’impalcatura voluta dai vertici di Viale Mazzini. Un parere, quello della Vigilanza, che arriverà solo dopo una lunga serie di audizioni tra le quali il ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, il presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani, il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso e il Segretario Usigrai, Vittorio Di Trapani. Audizioni che promettono di arrivare fino a maggio, considerando anche la pausa dei lavori per Pasqua e la campagna elettorali. Un piano news congelato, insomma, e ostaggio di un parere del Parlamento che arriverà con calma solo dopo il voto delle Europee quando il quadro politico – e i suoi riflessi sul settimo piano – saranno parecchio più chiari.