La selezione per i 250 precari Rai va avanti

- Roma

Scaduti i termini. Al vaglio 327 domande. Possibili “percorsi correttivi o integrativi” in corsa. L’operazione costerà a regime oltre 11 milioni.

L’ad Rai Fabrizio Salini va dritto per la propria strada sulle nomine nonostante le perplessità del cda. E lo fa anche sul tema delle stabilizzazioni dei giornalisti precari, nonostante le rimostranze della commissione di Vigilanza sulla Rai. A chi infatti dai banchi della Lega, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e d’Italia Viva (ma i dubbi serpeggiano anche in casa M5S e Pd) ha fatto notare al settimo piano che la stabilizzazione in atto è “un pasticcio”, sia per perimetro dei programmi individuati, sia per le qualifiche ammesse, Salini ha fatto sapere per iscritto che la selezione, con scadenza 15 gennaio ore 12, va avanti.

SONO 327 LE DOMANDE di ammissione presentate per la stabilizzazione di 250 “precari” Rai che tra il 2014 e il 2018 hanno svolto lavoro giornalistico nelle Testate e in una trentina di programmi delle Reti. Lo ha annunciato oggi in Vigilanza il direttore delle risorse umane e organizzazione della Rai, Felice Ventura. “Purtroppo non sarà possibile estendere oltre il 15 gennaio il termine ultimo per la presentazione delle domande da parte degli interessati – scrive Salini al presidente della Vigilanza, Alberto Barachini -. L’Azienda ha accolto e valutato con grande attenzione e responsabilità l’istanza di rinvio dei termini presentata per suo tramite dalla illustre Commissione che presiede. Sono, però, prevalse le ragioni finalizzate a portare avanti questa iniziativa (concertata con le rappresentanze dei lavoratori) secondo i termini già definiti, tenuto conto dell’obiettivo di pervenire nei tempi concordati alla giusta valorizzazione e al giusto contratto per le risorse presenti in Azienda. Sento però l’obbligo in questa occasione di rassicurare l’intera Commissione che vi sono ancora margini per analizzare futuri percorsi correttivi o integrativi al Concorso oggetto di dibattito, considerato anche che, entro giugno prossimo, è previsto un nuovo confronto con le organizzazioni sindacali per valutare i risultati della selezione in corso”. In particolare Ventura – rispondendo alle domande dei commissari – ha garantito che da qui a giugno 2020 ci sarà “la possibilità per non dire l’obbligo di momenti di confronto per valutare l’andamento dell’accordo per futuri percorsi sia sul perimetro dei programmi sia su posizioni singole particolari”.

IL CONTENZIOSO – Insomma, magari qualche correttivo in corsa si potrà fare per una selezione (a San Macuto qualcuno l’ha ribattezzata “sanatoria”, che fa “figli” indicati dall’Usigrai e “figliastri”) che a regime costerà all’Azienda 11 milioni e 200 mila euro l’anno. E per tranquillizzare chi tra i commissari si è detto preoccupato per il contenzioso, Ventura ha precisato che le cause sono 512 nel 2019 contro le 1.350 del 2012. La gestione del personale, insomma, va a gonfie vele: “Tutto sotto controllo”, secondo Ventura che sul bando dei precari ha concluso: “Non c’è nessuna confusione, il perimetro dei format ammessi può piacere o non piacere ma è frutto di una trattativa con l’Usigrai. E di certo non possono partecipare i giornalisti non contrattualizzati dalla Rai”.

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