La Vigilanza avverte la Rai sulle super-direzioni

- Roma
Il presidente Rai Marcello Foa e l’amministratore delegato Fabrizio Salini © LaPresse

Approvato all’unanimità l’Atto di indirizzo sul piano industriale della Rai 2019-2021. Focus su rischio accentramento news e appiattimento offerta.

Dopo un paio di alzatacce, condite da qualche urlo in ufficio di presidenza, la commissione di Vigilanza sulla Rai ha approvato stamane all’unanimità un “Atto d’indirizzo sul piano industriale della Rai 2019-2021”. Un piano sul quale l’iniziale “apprezzamento” – previsto dalla bozza del presidente Alberto Barachini – è diventato una semplice “presa d’atto”. Mentre le iniziali “criticità” si sono trasformate in “osservazioni”. Molti gli inviti del Parlamento al cda e nel finale qualche impegno sulle nove super-direzioni che lunedì 11 novembre saranno affidate ad altrettanti dirigenti. La Vigilanza teme “sovrapposizione tra le diverse funzioni e un aggravamento dei costi”. Ma a preoccupare in particolare, per quanto riguarda la direzione approfondimento (alla quale faranno capo tutti i programmi delle Reti) è il possibile “accentramento delle funzioni editoriali” in un’unica persona “che potrebbe pregiudicare il pluralismo”. Per quanto riguarda le altre otto direzioni di genere, tutte titolari di budget, l’allarme lanciato da San Macuto è che dietro l’angolo ci possa essere “un appiattimento dell’offerta secondo un’unica sensibilità”.

LE “INTERROGAZIONI” DI SALINI – Interessante, poi, l’invito all’ad Fabrizio Salini a riferire sull’attuazione di risoluzioni ed atti di indirizzo approvati dalla Commissione. A San Macuto, insomma, sono stufi di fare l’alba e di litigare in ufficio di presidenza alla ricerca dell’unanimità per nulla. E presto (a metà novembre) chiederanno il conto all’ad sul alcuni dossier scottanti come quelli dei social e del conflitto d’interessi degli agenti;

LA PRESA D’ATTO – “La Commissione prende atto dello spirito del piano industriale, che individua quali obiettivi generali la modernizzazione e lo sviluppo dell’Azienda per l’adeguamento al nuovo contesto di mercato, l’ottimizzazione e la razionalizzazione dei costi, il rinnovamento tecnologico e il superamento del gap digitale, in particolare per quanto riguarda l’offerta informativa; la Commissione formula alcune osservazioni sul piano medesimo, in relazione alle quali rivolge alla Rai gli inviti e gli impegni di seguito formulati”.

GLI INVITI AL CDA –

  • Precisare i tempi e le modalità dell’integrazione di RaiNews24, Tgr, rainews.it e televideo in un’unica testata multipiattaforma operante in una Newsroom unica;
  • specificare come si intende gestire la coesistenza tra Rai Parlamento, preservandone il ruolo e le funzioni, e il nuovo canale istituzionale, nonché i tempi e le modalità dell’integrazione di Gr Parlamento e Rai Parlamento nella Newsroom unica;
  • chiarire come si intende far fronte alla necessità, conseguente alle innovazioni tecnologiche previste dal piano, di nuove figure professionali nonché al ricollocamento delle risorse esistenti che risultano in eccesso in seguito alla razionalizzazione introdotta dal piano;
  • chiarire come si intende gestire sul piano operativo il canale in lingua inglese, le modalità con le quali verrà organizzato e distribuito in tutto il mondo attraverso Rai Com, definendo i partner esterni coinvolti nella distribuzione nonché le risorse necessarie;
  • chiarire le modalità di funzionamento della redazione digitale con un sito operativo 24/7 e il ruolo del cosiddetto giornalista digitale;
  • con riferimento alle proiezioni economico-finanziarie del piano, fornire maggiori dettagli in merito alla sostenibilità finanziaria del piano medesimo, atteso che le risorse necessarie alla realizzazione delle iniziative ivi previste appaiono rilevanti, anche tenuto conto dell’incertezza legata alla misura del finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo con i ricavi derivanti dal canone;
  • avviare una riflessione sulla maggiore internalizzazione della produzione nell’ottica del contenimento della spesa, ponendo le basi per un tetto alle produzioni esterne con una particolare attenzione alle situazioni di possibile conflitto di interessi;
  • tramite le previste periodiche audizioni dell’Amministratore delegato fornire elementi informativi sullo stato di attuazione del piano industriale e sulle criticità incontrate, anche di ordine economico e finanziario, e riferire sull’attuazione di risoluzioni ed atti di indirizzo approvati dalla Commissione;
  • valutare il decentramento di alcune direzioni di genere e la maggiore valorizzazione dei centri di produzione;
  • valutare la realizzazione di una piattaforma digitale – unendo Raiplay con le produzioni di Rai fiction e Rai cinema – che diffonda contenuti originali a terzi, con particolare priorità per quelli italiani e di broadcaster nazionali, per essere concorrenziale, almeno a livello europeo, con piattaforme internazionali;
  • dare attuazione all’impegno, previsto nel Contratto di servizio 2018-2022, per la valorizzazione dei format originali.

GLI IMPEGNI PER IL CDA –

  • Con riferimento alla Newsroom unificata nonché alla creazione di un’unica direzione di approfondimento informativo alla quale fanno capo tutti i talk, porre in essere ogni misura opportuna ed adeguata affinché l’accentramento delle funzioni editoriali non pregiudichi il pluralismo, a iniziare dal momento della selezione delle notizie fino a quello della presentazione delle stesse;
  • in relazione alle nuove direzioni orizzontali, titolari di budget, e al conseguente accentramento decisionale sui contenuti, mettere in atto ogni misura volta ad impedire un appiattimento dell’offerta televisiva secondo un’unica sensibilità;
  • adottare ogni misura opportuna ed adeguata volta ad evitare che l’introduzione di nuove direzioni, in aggiunta e non in sostituzione di quelle esistenti, possa determinare una sovrapposizione tra le diverse funzioni e un aggravamento dei costi;
  • con riferimento alle proiezioni economico-finanziarie del piano relative ai ricavi pubblicitari, e in considerazione del procedimento avviato dall’Agcom con delibera n. 42/19/CONS del 7 febbraio 2019, porre particolare attenzione al rispetto dell’obbligo, previsto dall’articolo 25, comma 1, lett. s) del Contratto di servizio 2018-2022.

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