La Vigilanza interroga Foa sulla mail truffa del falso Tria

- Roma

Anzaldi: “Una perdita di tempo. Il nostro interlocutore è Salini”

Quella mail truffa (poi finita alla Procura di Roma) della primavera del 2019 con cui un falso Giovanni Tria (all’epoca ministro dell’Economia ed azionista di riferimento della Rai) chiedeva soldi al presidente della tv di Stato Marcello Foa per un progetto legato al commercio estero italiano è oggetto di una corrispondenza tra Viale Mazzini e il Parlamento. Proprio oggi, infatti, il presidente della commissione di Vigilanza, Alberto Barachini, ha scritto a Foa, e per conoscenza all’ad Fabrizio Salini. “Nel pieno rispetto degli accertamenti in corso da parte della competente autorità giudiziaria e nell’ottica di fare piena luce su una vicenda oggettivamente grave, Le chiedo di riferire urgentemente alla Commissione – scrive Barachini – fornendo ogni utile elemento informativo ed evidenziando se l’Azienda abbia effettuato una specifica istruttoria, anche in relazione alla violazione del sistema informatico e alla vulnerabilità dello stesso”.

UNA PERDITA DI TEMPO – Una missiva che il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, non condivide. “Convocare Foa sull’email del finto Tria mi sembra un non senso e una perdita di tempo: Foa deve chiarire ai magistrati, non al Parlamento. L’interlocutore della commissione di Vigilanza è il capo dell’azienda, l’amministratore delegato Salini. È lui che va convocato, come avevo chiesto nella lettera a Barachini e a tutti i rappresentanti dei gruppi. È Salini che deve dare una ricostruzione completa e fedele di quello che è accaduto. Foa è parte in causa, avrebbe preso per vera una email taroccata con richiesta di denaro: consegni la documentazione e lasci a Salini il dovere di chiarire”.

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