L’Agcom resta in proroga, Nicita ritira dimissioni

- Roma

Il governo ha previsto per decreto il rinnovo dei vertici entro due mesi dalla fine dell’emergenza coronavirus.

Una nuova proroga, il rinnovo dei vertici oppure la vacatio. Il 31 marzo 2020 termina la seconda proroga del mandato (scaduto l’11 luglio del 2109) dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Ed erano queste le tre possibilità in campo. Il governo, alla luce dell’emergenza in atto e con i lavori parlamentari ridotti al lumicino, ha optato per la terza proroga. L’articolo 117 del decreto del 17 marzo 2020 sull’emergenza coranavirus prescrive infatti “misure urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni”. E in particolare opta per la proroga “fino a non oltre i 60 giorni successivi alla data di cessazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario…”

NICITA RESTA – Una circostanza che ha convinto il presidente Angelo Maria Cardani a chiedere al consigliere Antonio Nicita, per senso di responsabilità nei confronti dell’istituzione, di congelare le proprie dimissioni delle quali il consiglio dell’Agcom avrebbe dovuto prendere atto nella seduta del 16 marzo scorso. Un’Agcom che già deve fare a meno, invece, dei servizi del commissario Antonio Martusciello che si è dimesso a febbraio scorso. Anche se, va precisato, l’operatività dell’Agcom non sarebbe stata compromessa anche con soli tre commissari.

PRIMA DELL’ESTATE – Rimandata nuovamente dunque l’elezione in Parlamento dei membri dell’Autorità per le comunicazioni. Inizialmente doveva tenersi il 18 marzo. Poi il 25 marzo. Ora bisognerà attendere tempi migliori, forse prima dell’estate. I quattro commissari Agcom sono indicati due dalla Camera e due dal Senato. Il presidente, invece, è nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, d’intesa con il Ministro dello Sviluppo Economico, previo parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti.

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