È in libreria “Glitch – Figli di un dio confuso” con protagonista una giornalista in carriera. Ne parla a loSpecialista.tv.

“È un romanzo generazionale, credo che sia ironico e coinvolgente, nel senso di commovente per certi versi”, così Giulia Soi, scrittrice, autrice tv e youtuber, che loSpecialista.tv ha incontrato presso la libreria Notebook all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in occasione della presentazione del suo secondo romanzo “Glitch – Figli di un dio confuso” (Edizioni della Goccia), in compagnia dell’editor Fabrizio Patriarca, del giornalista di La7 Ugo Francica Nava, degli attori Fabio Morici, Barbara Porta e Gregorio Valenti, che hanno letto alcuni brani accompagnati dalla chitarra di Carlo Soi, e di Pier Paolo Mocci, direttore di Map Magazine con cui collabora. Romana, classe 1979, Giulia Soi è nota sul web per “Giulia sotto la metro”, pagina Facebook sul trasporto capitolino, e per #siamoserie, rubrica di Youtube sulle migliori serie televisive. Mentre su Rai3 da lunedì 17 giugno è impegnata nel dietro le quinte di “Prima dell’alba” con Salvo Sottile (nella speciale collocazione di prima serata), Giulia sta promuovendo la storia di un’adolescenza che resiste al passaggio all’età adulta attraverso il racconto di Maia, giornalista in carriera, e tre costellazioni maschili: Sebastian, batterista maledetto, Alex, stella del basket, e Matteo, un ragazzo più piccolo di lei che le vuole stare accanto. Dopo aver pubblicato nel 2002 il suo primo libro, “A.R.I.E.L.” (Michele Di Salvo Editore), Giulia ha aspettato tanti anni per tornare in libreria e siglare poi addirittura una doppietta: la Guida metropolitana dei ristoranti asiatici di Roma, in collaborazione con Giampaolo Trombetti, e appunto “Glitch”, di cui ne parlerà live nuovamente sabato 22 giugno alle ore 18.30 al Kandinsky Pub di Roma.

Giulia, a chi consigli sotto l’ombrellone “Glitch – Figli di un dio confuso”?
“Alle persone che vogliono ricordarsi le estati degli anni Novanta, ma anche ai ragazzini che magari hanno fatto l’esame di terza media o a quelli che hanno fatto appena la maturità perché è importante leggere ed avere uno spaccato del passato che loro tendono un po’ a dimenticare certe volte”.

Un’immagine tua delle estati degli anni Novanta che hai riportato nel libro?
“C’è sicuramente il mare dell’Adriatico perché per certi versi sono cittadina adottiva di Milano Marittima, quindi gli ombrelloni, il mare, l’estate che finisce, la piadina, il chiosco sulla spiaggia raccolgono quello che per me è un posto a cui sono molto legata”.

C’è qualcosa in particolare dei quattro personaggi che ti assomiglia?
“Diceva Balzac, ‘scrivi di un villaggio e scriverai dell’intero mondo’, nel senso che io rivedo qualcosa di me in ognuno di loro. È più facile vedere qualcosa in Maia, non soltanto perché è una donna ma perché facciamo un mestiere simile, però nascosti bene ho messo qualcosa persino anche in Mattia, che per esempio è la passione di fare i cocktail”.

Il tuo cocktail per questa estate?
“Io sempre e comqunue consiglio il Gin tonic, perché quando scrivevo il libro ho bevuto talmente tanto Gin lemon che adesso sono passata al tonic”.

Maia è una donna al passo con i tempi?
“Maia ha 32 anni nel 2010, io ne ho 40 oggi. Lei lo è nella misura in cui essere figli del nostro tempo significa non essere riusciti ancora a tagliare determinati cordoni ombelicali con il nostro passato certe volte: si è nell’oggi ma con un piede si vuole rimanere anche nell’ieri, secondo me. La speranza è che il domani sia meglio di tutti e due”.

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