L'eurodeputato del Pd, Carlo Calenda. Foto dal profilo Twitter.

Chi di twitt ferisce, di twitt perisce… Curioso il “cinguettio” che in queste ore ha fatto tremare il Nazareno. D’altronde sul web scripta manent...

Chi scrive sul web deve tener presente che ci resterà per sempre. L’avvertimento campeggia su Italia Oggi in un articolo a firma Sergio Luciano. Un pezzo interessante, in cui si spiega che “uno mette un like, condivide un post, scrive un commento: e il gesto di un istante, il guizzo di una battuta, l’impulso non meditato di un pensiero transitorio rimane inciso come un tatuaggio sulla nostra identità. E per quanti sforzi si possano, poi, fare niente riuscirà più a scrollarci di dosso quella momentanea identità web”… “…Dunque, quel che deve cambiare da parte di tutti noi è lo spirito distratto e superficiale con il quale si inseriscono post sul web. È roba che scotta, è roba che resta: prima di scrivere fesserie, pensiamoci sopra per bene. In fondo, è una regola d’oro che avrebbe dovuto valere sempre e da sempre, a prescindere dai social network”. Certo, questo articolo riguardava in particolare il fatto che alcuni Paesi, tra cui gli Stati Uniti, utilizzino anche le tracce che noi lasciamo sul web tra i requisiti per concedere un visto per l’ingresso e la permanenza nel Paese. Roba seria… Ma stare attenti a quello che si scrive sui social è importante anche per cose un pochino meno serie.

Lo dimostra la polemica di queste ore tutta interna al Pd. Ad aprire le danze il deputato @Michele_Anzaldi con un cinguettio dal profumo d’Auditel: “Ottimi ascolti per la prima puntata de ‘L’approdo’ di Gad Lerner su Rai3: 7,4% di share, 1.174.000 telespettatori. Miglior risposta a tante inutili polemiche: giornalismo e informazione sono graditi al pubblico. La Rai servizio pubblico farebbe bene a ricordarlo più spesso”. “Ringrazio @Michele_Anzaldi – Twitta @gadlernertweet sorseggiando un caffè – degli apprezzamenti a l’#Approdo, ma non dimentico quando attaccava @RaiTre per avermi affidato la trasmissione #IslamItalia e adduceva fra le varie indebite motivazioni la perla seguente: ‘Lerner per giunta è ebreo’. La #lottizzazione fa male alla Rai”. Un caffè un pochino amaro…

A chiudere il cerchio l’ex ministro @CarloCalenda, compagno di partito di Anzaldi: “Sono d’accordo, ho visto Anzaldi fare il picchiatore mediatico per una legislatura quando eravamo al Governo. Non è stato uno spettacolo decoroso e ha aperto la strada a comportamenti analoghi di questo Governo. Se vogliamo essere credibili dobbiamo essere onesti”. Un caffè amaro e dal retrogusto renziano… Quindi la difesa di @NicolaPorro, ora anchorman Mediaset: “Mentre io ho visto Calenda&Lerner perfettamente assenti quando fecero fuori Virus dalla RAI di Renzi&Campodellorto a differenza di un signore che non condivideva nulla della nostra linea e che si chiama Anzaldi”. Troppa caffeina, forse era meglio un ginseng…

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