Lo sport in pay tv, menu per tutti i gusti e tutte le tasche

- Roma

Ci sono il “ristorante” e la “pizzeria” di Sky, il “pub” di Dazn e la “trattoria” (in restauro) di Premium.

La nuova stagione del grande sport è alle porte, e lo chef Andrea Zappia ha fatto provviste di diritti tv. E dal 2 luglio ha allestito il nuovo “ristorante” stellato di Sky. Nel menu – disponibile su fibra o satellite – il rinnovato Sky Sport 24 e otto “piatti” nuovi di zecca tutti in SuperHd. Sul 200 si accende un nuovo Sky Sport 24; al 201, Sky Sport Uno con il meglio degli eventi di Sky; poi Sky Sport Football (202) con il grande calcio internazionale compresa la nuova Champions League, Sky Sport Arena (203) con tennis, rugby, basket internazionale e molto altro, Sky Sport Golf (204), Sky Sport NBA (205), i motori su Sky Sport F1 (206) e Sky Sport MotoGP (207), oltre a Sky Sport Serie A (208), con sette partite a settimana di Campionato. Roba per palati fini e portafogli gonfi.

Ma lo chef Zappia vuole allargare il giro dei suoi clienti. Ecco quindi che dal 5 giugno ha anche aperto una “pizzeria” sul digitale terrestre. Menu della casa a 19,90 euro al mese per il primo anno (15 canali tra cui due di sport) e vedi un po’ del grande sport. Se poi vuoi il dessert, aggiungi 15 euro al mese, e ti vedi anche la Serie A (pacchetto Sky calcio): sette partite a settimana, al massimo quattro incontri in contemporanea e alta definizione addio. In particolare, nel bouquet Sky sul digitale terrestre i canali di sport saranno tre (per ora). Sky Sport 24, Sky Sport Uno e Sky Sport Serie A (per chi ama il “dolce”). Con i menu della casa vedi quattro partite di Champions Legaue per ogni turno e due di Europa League per ogni turno. Inoltre ci si dovrà accontentarsi di una sola partita di Serie A per ogni week end. Nell’offerta base anche il meglio della Formula Uno, del Moto Gp, della Premier League, del Golf, del basket e del tennis. Ma d’altronde, come detto, lo chef gourmet lo si trova al “ristornate” satellitare (otto canali dedicati in Hd – con possibilità di 4k – per vedere praticamente tutto, o quasi) non nella “pizzeria” digitale.

Nel frattempo in Italia ha aperto anche un pub. Si chiama Dazn, si legge “The Zone”, è di proprietà del gruppo inglese Perform, e già trasmette in Germania, Svizzera, Austria, Canada e Giappone. E per 9,99 euro al mese (non a caso la chiamano la Netflix del calcio), darà accesso con un’app al live streaming di 114 partite l’anno su 380 di Serie A (tre partite alla settimana) e agli highlights delle altre sette gare. Le partite acquistate sono: l’anticipo delle 20.30 del sabato sera; il lunch-time della domenica alle 12.30, e una delle partite in programma la domenica pomeriggio alle 15. Inoltre, Dazn ha appena comprato tutto il campionato di Serie B e promette di fare altri acquisti in queste settimane a partire dalla Liga spagnola lasciata orfana da Fox Sports (anche Marco Foroni traslocerà a Dazn).

E Mediaset Premium? La “trattoria” di Pier Silvio Berlusconi è rimasta (volutamente) senza il grande sport sul pay. È in trattativa con la Lega di Serie B per comprare l’anticipo (in chiaro e non in esclusiva) del venerdì. Non certo una sciccheria da leccarsi i baffi! La pay tv del “Biscione”, insomma, è avviata verso un ridimensionamento in pieno stile Infinity: film e serie tv, con un bel po’ d’archivio che a Cologno Monzese non manca… Va dicendo ai propri abbonati di aspettare a disdire il 15 luglio perché starebbe trattando con Sky e Perform i diritti di ritrasmissione della Serie A. Ma non si capisce perché Sky, che ora è anche sul digitale terrestre, e Perform, che ha appena aperto il pub in Italia, dovrebbero trattare. In verità non sembrano intenzionate a farlo neanche tra loro.

Ma d’altronde che Premium stesse sbaraccando è chiaro da Pasqua. La storica pax televisiva tra Andrea Zappia e Pier Silvio Berlusconi del 30 marzo scorso; e poi, a cascata, l’arrivo sul satellite dal 27 aprile del bouquet Premium; il “trasloco” di 130 tra impiegati, quadri e dirigenti di Premium nella nuova scatola R2 srl dal 1 giugno; l’hd Premium svanito dal 4 giugno a vantaggio dei canali Sky sul Dtt; lo sbarco sul digitale terrestre del bouquet Sky dal 5 giugno; e infine le tessere Premium che ti consentono di abbonarti al “nemico”. Se quanto accaduto nel mondo della pay tv in questi ultimi mesi ha una logica, prepariamoci a celebrare il funerale – dopo quasi 14 anni di vita – di Mediaset Premium. Almeno per come abbiamo imparato a conoscerla – e a vederla – dal 2005 ad oggi.

Ma quello di Premium non sarà un funerale con tante lacrime. I vertici del “Biscione” a dicembre del 2015 – dopo aver visto che la Champions League in esclusiva non sortiva il trasloco sperato di abbonati da Sky a Premium (obiettivo due milioni di tessere mai raggiunto) – hanno deciso di mollare la presa sullo sport (e sul calcio) a pagamento. Quei quasi 700 milioni di euro in diritti tv, infatti, sono stati difficili da digerire… Ecco dunque che è cominciata la strategia delle offerte “razionali” con una logica “opportunistica” sull’acquisto del calcio. Meglio non svenarsi, insomma, e provare a fare i soldi sul mercato pay con un altro approccio. Come? Sostanzialmente in tre modi: 1) Collocando il proprio bouquet di film e serie tv (9 canali) al miglior offerente, a partire proprio da Sky (accordo triennale del 30 marzo scorso); 2) Affittando i multiplex gestiti dalla società Ei Towers (sempre del Gruppo Mediaset) al miglior offerente, riecco Sky (accordo settennale); 3) Vendendo tra novembre e dicembre 2018, l’intera partecipazione della newco R2 srl – nella quale è stato conferito da Premium il ramo d’azienda costituito dalla piattaforma tecnologica “Operation pay” – anche qui a Sky. Trattasi di manutenzione tecnica, accesso condizionato, assistenza ai clienti, attività commerciali e altre analoghe attività operative. Il tutto per un valore di poco più di 14 milioni. Tanto per fare un esempio, R2 srl è la “serratura” che consente ora a Sky di utilizzare le tesserine Premium per fare abbonamenti. Il tutto, tra affitti, noleggi e ritorni pubblicitari (perché su Sky le reti di Premium valorizzano il brand), per un totale di 80 milioni di euro l’anno. La metamorfosi verso una light pay tv over the top è in atto, e il prezzo dell’abbonamento infatti sta già calando.

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