Lorusso (Fnsi): “Qualità e dignità per il lavoro giornalistico”

- Roma
Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti.

L’appello del Segretario al governo e al Parlamento, ma anche ai cdr perché siano un argine alle ristrutturazioni infinite e selvagge.

Ieri l’incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Vito Crimi; domani quello con il presidente della Camera, Roberto Fico; oggi la convocazione a Roma dei comitati e fiduciari di redazione di tutta Italia. La Federazione nazionale della stampa si mobilita e lancia un grido dall’allarme sullo stato di salute del settore. E lo fa appellandosi da una parte all’esecutivo e al Parlamento, dall’altro ai rappresentati sindacali di tutti i giornalisti italiani. La situazione, tratteggiata oggi dal Segretario Raffaele Lorusso, è tragica. In dieci anni la categoria ha perso altri tremila professionisti (oggi i giornalisti sono poco più di 15.000); nel 2008 si stampavano 6,4 milioni di copie di giornali, ora se ne stampano poco più di due milioni; redazioni desertificate, con quei pochi sopravvissuti costretti al desk; un esercito di co.co,co – “i rider della professione giornalistica” – in giro a scrivere (sottopagati e senza tutele) i servizi più importanti; colleghi pensionati usciti dalla porta dei giornali e rientrati dalla finestra; Inpgi al collasso (oltre 100 milioni di perdite e 24,2 milioni di spese solo in ammortizzatori nel 2017); direttori che si voltano spesso solo dalla parte degli editori; ristrutturazioni aziendali infinite (con tagli, accorpamenti, ammortizzatori, prepensionamenti, traslochi forzati e così via) che stanno portando al baratro il settore.

“Dobbiamo mandare un segnale politico forte – ha spiegato Lorusso alla platea -. Cosa vuole fare il nuovo governo per questo settore industriale in profonda crisi e che ha una rilevanza costituzionale? Servono risposte politiche – ha ribadito rivolgendosi idealmente al Palazzo -. Ma serve anche un argine a questa deriva industriale e a questa gestione delle crisi – ha aggiunto guardando ai cdr -. Un modello sbagliato. I giornalisti non sono dei numeri. Dobbiamo pretendere qualità e dignità per il lavoro giornalistico. Il tutto – ha chiosato Lorusso – in un clima di attacchi alla categoria che si fa sempre più violento”. Ora la palla passa alla politica. Gli interlocutori, per ora Crimi e Fico, appartengono a quel Movimento 5 Stelle che in questi anni ha dimostrato ostilità nei confronti dei giornalisti. Vedremo se le aperture di questi giorni a difesa del pluralismo e dell’indipendenza dell’informazione e a tutela della professionalità degli operatori di un settore, presidio della democrazia del nostro paese, resteranno solo parole. Ma anche per cdr e fiduciari – alle prese con redazioni esasperate e piene zeppe di precari, e al cospetto di editori miopi che ancora si interrogano (senza fare investimenti) sulla rivoluzione digitale – il compito non sarà agevole.

Questo il documento approvato al termine dei lavori di oggi: “Ristrutturazioni selvagge, in quasi tutti i gruppi editoriali, tagli lineari e indiscriminati degli organici, crisi aziendali senza fine, precariato sempre più diffuso. Il mondo dell’informazione annaspa nell’ennesima emergenza occupazionale e industriale. #NonSiamoNumeri è l’hashtag che la Conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione lancia dopo il suicidio di un tipografo nel centro stampa di Gorizia di cui l’editore Gedi aveva annunciato la chiusura. Una tragedia umana che non può e non deve lasciare indifferenti. La Conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione chiede alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana di farsi promotrice della convocazione e dell’organizzazione degli Stati generali dell’informazione per fare, insieme a tutti i soggetti coinvolti, un’analisi autentica e condivisa dei problemi del comparto e trovare le soluzioni.”

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