Luigi Di Maio offre a Milena Gabanelli di tornare in Rai

- Roma

Lo conferma la giornalista infastidita dalle voci di una sua candidatura tra le fila grilline in Emilia. Ora Anzaldi invoca un intervento della Vigilanza.

Il 26 novembre scorso il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha chiesto un incontro a Bologna alla giornalista Milena Gabanelli. Un colloquio di un’oretta che qualcuno sui giornali aveva ipotizzato fosse finalizzato a candidare la giornalista alla guida della Regione Emilia Romagna. Aveva indovinato chi, invece, sempre sui quotidiani aveva raccontato di un’offerta di lavoro in Rai alla vigila delle nomine dell’ad Fabrizio Salini. La conferma arriva dalla stessa Gabanelli: “Di Maio mi ha chiesto un incontro per conoscere la mia disponibilità ad un eventuale ritorno in Rai. Non mi ha proposto di candidarmi ad alcunché, né io sarei interessata”, ha spiegato la giornalista all’AdnKronos. Frasi che non tarderanno a rinfocolare le polemiche sulle interferenze della politica sul servizio pubblico.

LA PROTESTA DI ANZALDI – “Le rivelazioni di Milena Gabanelli fanno emergere una situazione gravissima: a che titolo il ministro degli Esteri Di Maio l’ha incontrata per chiederle la disponibilità a tornare in Rai? Di Maio è il nuovo capo del personale di Viale Mazzini? Altro che interferenze dei partiti sulla Rai, qui saremmo al caso senza precedenti di un ministro e leader di partito che fa addirittura i colloqui per le assunzioni. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, dovrebbe valutare l’immediata convocazione in commissione del ministro Di Maio per chiedergli se è vero e a che titolo si sarebbe occupato di nomine Rai”. Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi. “Una rivelazione, quella della Gabanelli, che viene fuori – prosegue Anzaldi – all’indomani di quello che tutti i quotidiani hanno titolato come il ‘veto’ di Di Maio ad alcune nomine nei telegiornali. Per il secondo giorno di seguito l’amministratore delegato e il Cda Rai vengono sconfessati e pubblicamente commissariati, ma continuano a rimanere in silenzio. Il consigliere eletto dai dipendenti davvero non ha nulla da dire?”.

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