Emoziona al Teatro dell’Opera di Roma la storia dell’eroico gladiatore incarnato dalla bellezza dei passi del ballerino kazako Bakhtiyar Adamzhan.

Vederlo vibrare nell’aria e piroettare è un’emozione infinita: l’atletico Bakhtiyar Adamzhan è stato appaludito a ripetizione lunedì 1 luglio al Teatro dell’Opera di Roma quale protagonsita di Spartacus, la trascinante coreografia del grande coreografo russo Yuri Grigorovich, la stessa realizzata per il Bolscioi di Mosca nel 1968, sulla sfolgorante partitura dell’armeno Aram Khachaturian. La prestigiosa Compagnia di Balletto dell’Opera di Astana, in Kazakistan, fa rivivere tutta l’armonia di questo balletto in tre atti sul mito dell’eroico gladiatore messosi a capo di una rivolta di schiavi, facendosi paladino dello spirito rivoluzionario.

In scena è una fantasmagoria di note ed evoluzioni del corpo su cui nell’ultimo atto si inserisce un coro di incredibile forza. La potenza sprigionata da tanta bellezza assurge a modello da imitare.

Si confermano meravigliose le scene ed i costumi dell’allestimento dell’Opera di Astana che sono ripresi da quelli originali firmati da Simon Virsaladze, uno dei maestri della scenografia sovietica, storico collaboratore del grande Rudolf Nureyev.

Da encomio i direttori d’orchestra Abzal Mukhitdinov e Arman Urasgaliyev, il direttore artistico dello spettacolo e assistente coreografo Ruslan Pronin, l’assistente coreografo Oksana Tsvetnizkaya, il direttore del coro Yerzhan Dautov, il direttore artistico del Corpo di ballo Altynaj Assylmuratova, e tutto il corpo di ballo, l’orchestra, i figuranti ed il coro femminile del Teatro dell’Opera di Astana. Con Bakhtiyar Adamzhan, è giusto menzionare anche Aigerim Beketayeva (Frigia), Arman Urazov (Crasso) e Assel Shaikenova (Egina).

La prima rappresentazione al Teatro dell’Opera di Astana è del 6 giugno 2014. Oggi, 2 luglio 2019, nuova ed ultima replica al Costanzi (ore 20).

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