Il presidente della Rai, Marcello Foa.

Il presidente su Il Messaggero: Le nomine del nuovo piano industriale appena approvato “diventeranno operative solo nel 2020”. “Fantascienza” pensare che già siano state decise.

È il presidente della Rai, ma si sente soprattutto un giornalista nella “redazione” ovattata del settimo piano di Viale Mazzini. E non a caso nel nuovo piano industriale della Rai appena approvato dal cda si racconta abbia messo becco soprattutto sulla riforma delle news. A Mario Ajello su Il Messaggero ha cucinato la sua “ricetta”. “Per me è fondamentale la difesa autentica del pluralismo. Sono da sempre contrario a una redazione unica per una grande realtà qual è la Rai”, ha spiegato Foa. “Un solo tiggì avrebbe un’influenza spropositata… …se i tiggì sono stati feudi dei partiti, così non deve più essere”. A Foa, poi, “il mainstream non piace in nessuna forma. Mi piace invece la pluralità di opinioni. La nostra deve diventare una Rai senza pensiero unico”. “Sono contrario al tiggì unificato e anche alla riedizione dei conduttori unici delle coscienze. Godiamoci la democrazia”. Quindi il presidente – smentendo le voci di dissidi con Fabrizio Salini – ha ribadito l’esistenza di “un rapporto di collaborazione costruttiva innanzitutto tra me e l’ad”. E a chi sospetta che sia in atto al settimo piano una nuova spartizione, soprattutto per mettere il “cappello” della Lega sull’approfondimento del servizio pubblico, replica così: “Le nomine diventeranno operative solo nel 2020. E già adesso mi dite che praticamente sono state fatte? Siamo alla fantascienza!”

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