Mario Giordano promosso da Rete4 e da Salvini

- Roma

Intanto commenti al vetriolo sul Corriere della Sera e sul Fatto Quotidiano contro il conduttore di “Fuori Dal coro”. Per Aldo Grasso “E’ uno specchio, non una deformazione”.

Bastone e carota per Mario Giordano. A Cologno – visti i buoni risultati d’ascolto – gli hanno appena comunicato che “Fuori dal coro” andrà in onda su Rete4 al martedì per altre quattro puntate fino al 17 dicembre 2019. Notizia che è stata data anche a Paolo Del Debbio che con “Dritto e Rovescio” arriverà – sempre su Rete4 – fino al 19 dicembre. Eppure se da Mediaset arriva la carota ad aspettare Giordano al varco c’è il bastone di alcuni colleghi.

Ad aprire le danze giovedì 21 novembre sul Corriere della Sera è Aldo Grasso. “Si può dire tutto il male possibile sul personaggio che si è creato: il giullare di corte che fa il fanatico, bercia, insulta l’ex ministra Trenta, si agita davanti alla telecamera come un ossesso, urla, si fa portavoce della Meloni e di Salvini, distrugge le zucche di Halloween con una mazza da baseball tricolore per rivendicare le feste di matrice italiana… …E’ facile – aggiunge Grasso – prendere in giro il suo personaggio: la voce stridula, il volto spiritato, lo sgarbismo di seconda mano, il funarismo di ritorno, il wannamarchismo funzionale, il conduttore che sbrocca credendo di interpretare Quinto potere, il cuore a destra ma il portafoglio a sinistra (nel partito dei benestanti), il tribuno monologhista, la parodia di sé stesso. No, non è così: il vero problema è che Giordano non è fuori dal coro, ma è parte consustanziale del coro. Ha perfettamente ragione Maurizio Crippa quando scrive che ‘Giordano non è il pazzo che sembra, la caricatura che recita. E invece il prototipo dell’elettore medio padano e medio cattolico di oggi. Con buona pace di quelli che rifondano la Dc, Giordano clowneggia così perché il popolo è con lui, è come lui. E questo è il vero orrore’. Mario Giordano è uno specchio, non una deformazione. Non possiamo evitarlo – conclude Grasso – senza scansare il nostro destino”.

E qualche bastonata, nello stesso giorno, arriva anche su Il Fatto quotidiano: Nanni Delbecchi non ha dubbi: “Giordano sta dentro il coro degli opinionisti sei giorni su sette, ma il settimo abbandona ogni freno inibitore e si cala in Funari come fosse a Tale e quale show. Deve averlo studiato alla moviola. Va e viene tarantolato, urla, strepita, grida Vergogna! in loop, damme la uno, damme la due, terrorizza i cameramen sbattendo il volto contro gli obbiettivi. Gli argomenti non gli mancano, in verità; quando smette di dirigere il traffico immaginario come un pizzardone impazzito, affronta temi scomodi, come i compensi milionari dei liquidatori delle aziende decotte (da Alitalia ad Astaldi, l’elenco è lungo). Il suo guru Gianfranco non avrebbe saputo fare di meglio. Ma ecco arrivare in studio Matteo Salvini…”

E con il leader della Lega arriva anche un’altra carota: “Mi sembra che sia un modello di tv pane al pane e vino al vino. Magari qualcuno ti accuserà di populismo, semplicismo, qualunquismo. Forse – chiosa Salvini – perché non parli di filosofia”. E se ne vanno a braccetto dallo studio…

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