NELLA FOTO AGI PER UFFICIO STAMPA RAI MARIO ORFEO

Salini sta componendo il puzzle dei dirigenti “appesi”: Manzione a Bruxelles, Montanari a Parigi, Fabiano a Rai Format, e per Teodoli una poltrona a marketing o al palinsesto.

Sembra che il nuovo piano industriale 2019-21 darà una mano all’amministratore delegato, Fabrizio Salini, per risolvere il rebus dei costosi dirigenti rimasti “appesi” (senza incarico) al termine della tornata di nomine alle Reti e alle Testate. Buone notizie per Monica Maggioni, nuovo amministratore delegato di RaiCom (il fatto che sia stata scelta una giornalista ha fatto storcere il naso a molti in azienda) con in pancia (sembra) anche la delega al canale inglese. Andrea Montanari (ex direttore del Tg1) dovrebbe diventare (sempre che arrivi il gradimento di Gennaro Sangiuliano e Antonio Di Bella) il nuovo corrispondente da Parigi dove prenderà il posto di Iman Sabbah appena nominata vicedirettore di Rai Parlamento. Nicoletta Manzione (ex direttore di Rai Parlamento) ha invece le valigie pronte per la sede di corrispondenza di Bruxelles lasciata libera da Antonio Preziosi. Andrea Fabiano (ex direttore di Rai2) corre per la poltrona della nuova Rai Format, mentre Angelo Teodoli – visti gli ottimi risultati ottenuti alla guida dell’ammiraglia – potrebbe ritagliarsi un ruolo al marketing o al palinsesto. Con calma, infine, un incarico sarà individuato anche per l’ex direttore del Tg2, Ida Colucci.

A Mario Orfeo (ex direttore generale) – nonostante sia ancora vacante la poltrona di responsabile dell’offerta informativa – sembra sarà affidata la presidenza di Rai Way. Poltrona – al vertice di una consociata – che il regolamento chiede sia riservata (preferibilmente, e senza compenso aggiuntivo) a dirigenti interni all’azienda. Ma ora il presidente di Rai Way è Raffaele Agrusti, che non è più un dirigente Rai. È presidente del cda di Rai Way dall’aprile 2016, ma ha lasciato l’azienda ad aprile 2017 ed è attualmente direttore generale di Itas Mutua. In uscita dalla sede di Bruxelles ci sarebbe anche Alberto Romagnoli, che lascerebbe anche la poltrona di responsabile della sede alla Manzione. Così come hanno chiesto di rientrare a Roma da Parigi Stefano Ziantoni e da New York Oliviero Bergamini. Ma sono tasselli un po’ più complicati da incastrare, come quello di Raffaele Genah, ex vicedirettore del Tg1, che farebbe volentieri il corrispondente da Gerusalemme. Insomma, il puzzle piano piano si va componendo, tutti al posto di lavoro per la gioia dei dirigenti (e dei contribuenti).