Il nipote di Sciascia a InBlu Radio: “Mio nonno avrebbe forse preferito come traccia un altro romanzo. La mafia del 1961 è molto diversa da oggi ma i meccanismi di gestione del potere sono gli stessi”.

“Il giorno della civetta è il testo più conosciuto della produzione di mio nonno. È stato tradotto in 42 lingue ed è uscita da poco anche la versione in thailandese. Chiaramente nell’immaginario collettivo tra tutte le altre opere proposte alla maturità ha un impatto diverso. Forse mio nonno avrebbe preferito la scelta di qualche altro suo romanzo ma va benissimo anche questo”, così il nipote di Leonardo Sciascia, Fabrizio Catalano, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei, commentando la seconda traccia dell’analisi del testo proposta ai candidati della maturità dedicata proprio al nonno e al celebre romanzo Il giorno della civetta. “La mafia di oggi – ha sottolineato – è molto diversa da quella del 1961 quando è uscito il romanzo. Era ancora una mafia rurale. Oggi invece la mafia ha molto più a che fare con l’alta finanza invece che con la campagna. Ma i meccanismi della gestione del potere sono sempre gli stessi”.

“Il fatto che dopo anni una traccia dedicata a Leonardo Sciascia venga da un governo a trazione leghista potrebbe sembrare anche paradossale. In realtà nella vita ho imparato che certi paradossi ce ne sono tanti. E infatti nella nostra società non tutto ciò che sembra di destra è di destra e non tutto ciò che sembra di sinistra è veramente di sinistra”, ha osservato, aggiungendo: “Leggendo le tracce mi sembrava che molte di queste invitassero i ragazzi a una riconsiderazione delle regole della società in cui viviamo, e questo, soprattutto a 18 anni, non è mai negativo”.

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