Nel “bouquet” Rai restano 15 “fiori”, tre sono nuovi

- Roma
L'ad Rai, Fabrizio Salini.

Sbocciano un canale per donne, uno in lingua inglese e uno istituzionale. Appassiscono Rai Movie e Rai Premium e Rai Scuola trasloca on-line.

Sboccia un nuovo “bouquet” di canali in casa Rai. A presentare il piano editoriale è stato l’amministratore delegato, Fabrizio Salini, in audizione in commissione di Vigilanza. Un “bouquet” frutto della nuova organizzazione dell’offerta in nove generi (intrattenimento prime-time, intrattenimento culturale; intrattenimento day-time; fiction; cinema/serie tv; kids; documentari; nuovi format e approfondimento news), con i nuovi direttori operativi da inizio 2020 e che verrà alla luce, con i nuovi palinsesti, dall’autunno dello stesso anno. Ma soprattutto un “bouquet” che potrà contare su risorse aggiuntive per 170 milioni di euro nel triennio 2019-2021. Uno sforzo che comunque consentirà all’azienda – come ha sottolineato Salini – di ritornare in utile proprio dal 2021. Ma andiamo con ordine e vediamo quali sono i “fiori” che compongono il nuovo “bouquet” Rai.

LE NOVITA’ – Numericamente i canali restano gli stessi: 15 canali (3 generalisti e 12 tematici) trasmessi in modalità standard (Rai1, Rai2, Rai3, Rai4, canale donne, Rai5, Rai Storia, RaiNews24, canale istituzionale, RaiSport, Rai Yoyo, RaiGulp, canale in lingua inglese, Rai Italia e Rai World Premium) e sei in alta definizione (Rai1, Rai2, Rai3, Rai4, canale donne e Rai Sport). Le novità sono dunque un nuovo canale (il nome ancora non c’è) dedicato prevalentemente a un pubblico femminile, con un target 35-55 anni. Poi – come richiesto dal contratto di servizio – ci saranno anche un nuovo canale in inglese e un nuovo canale istituzionale. Scompaiono invece Rai Movie e Rai Premium e RaiScuola trasloca on-line.

LE RETI GENERALISTE – Rai1, Ra2 e Rai3 restano il pilastro dell’offerta del servizio pubblico, anche perché nel 2018 su 632 milioni raccolti dalla pubblicità ben 538 (l’85%) sono stati pianificati qui, con l’ammiraglia a fare la parte del leone. “Rai1 è confermata rete ammiraglia – ha spiegato Salini – con il compito di valorizzare i prodotti evento dell’offerta Rai”: Sanremo, intrattenimento, grande fiction ed eventi sportivi. Per Rai2, invece, sono in arrivo parecchie novità: “Sarà rete pilastro della strategia multipiattaforma e sperimenterà nuovi linguaggi e formati. È la rete più adatta – ha aggiunto l’ad in Vigilanza – ad ingaggiare un target più giovane”. In futuro meno serie tv straniere e più prodotti seriali italiani; aumento dei talent, musica e sit-com; approfondimenti e inchieste centrate su target più giovani; intrattenimento e sport non mainstream. Il tutto per ottenere un canale giovane, contemporaneo e dinamico, che concentri il budget su prime time e seconda serata. Rai3, infine, resta “la rete dell’approfondimento informativo e di valorizzazione della cultura e delle specificità locali che sono la dorsale del servizio pubblico”. Un canale raffinato e colto.

LE RETI TEMATICHE – Rai4 (cambierà nome) sarà “rafforzata e caratterizzata come canale prevalentemente maschile”, ha aggiunto Salini annunciando anche la nascita di un “canale per un pubblico prevalentemente femminile, frutto dell’integrazione di Rai Movie e Rai Premium” che scompaiono. L’offerta di Rai5 (cambierà nome) e Rai Storia sarà potenziata “con documentari di respiro internazionale”, “Rai Gulp si focalizzerà su segmenti di pubblico 8-11 anni per ridurre le sovrapposizioni con l’altro canale dedicato ai piccoli, ovvero Rai YoYo” (bambini fino a 7 anni). Rai Scuola sarà solo on-line, “piattaforma più coerente con le finalità del canale”. RaiNews (loSpecialista.tv dedicherà un approfondimento a parte) resta infine il canale del flusso informativo, anche se nelle intenzioni di Salini devono aumentare le finestre sulle reti generaliste. Mentre Rai Sport rimarrà la rete dello sport e in particolare la finestra su quegli sport che a differenza del calcio non attirano grande audience ma ai quali il servizio pubblico deve garantire visibilità.

CANALE INGLESE E ISTITUZIONALE – Nasce poi il nuovo canale in inglese per “parlare dell’Italia al mondo – ha aggiunto Salini – nella lingua del mondo”. Obiettivo sarà “promuovere la cultura, le imprese, i valori e il territorio italiano. Valorizzare l’identità del Paese e rafforzare l’immagine e l’influenza dell’Italia all’estero”. “Un palinsesto basato su contenuti originali (in collaborazione anche con partner esterni, ndr), contenuti rieditati provenienti dagli archivi Rai, su opere cinematografiche sottotitolate e su spazi di informazione”. “Verrà distribuito in Asia, Africa, America ed Europa sia via satellite sia via cavo. In Italia sia sul digitale terrestre sia sui bouquet satellitari”. Un palinsesto di 8 ore ripetuto su tre fasce orarie che sarà gestito e distribuito – e la cosa sta destando qualche perplessità anche in Parlamento – da RaiCom. Il canale istituzionale, poi, sarà un canale televisivo in chiaro, in aggiunta a quello radiofonico, e andrà in onda sul digitale terrestre, sia satellite e in streaming sul web. “Non solo un canale di flusso ma anche un canale di vero e proprio approfondimento politico e culturale”, ha concluso Salini. E sarà prodotto e gestito da Rai Parlamento. Lo stanziamento iniziale per il canale in inglese e per quello istituzionale al momento è di 60 milioni in tre anni.

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