il leader della Lega, Matteo Salvini.

Il leader del Carroccio prepara un ddl con un tetto a un milione di euro per gli artisti. Ma lo sguardo della Lega volge anche agli appalti esterni e a centinaia di dirigenti che annaffiano le piante...

Il voto delle Europee si avvicina e c’è chi in Rai prova ad apparecchiare un bel confronto tra i leader. È Fabio Fazio che a “Che tempo che fa?” domenica 5 maggio vorrebbe mettere intorno al tavolo Nicola Zingaretti, Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Ma il leader del Carroccio – si legge sul Corriere della Sera – ha già rifiutato l’invito. “Andrò solo se si taglia lo stipendio”. “Ho detto al conduttore, che guadagna 3 milioni di euro l’anno, che ci andrò soltanto nel caso in cui decida di tagliarsi lo stipendio. Altrimenti potrei andare con la giacca della polizia così Saviano mi può querelare”. Un concetto che Salvini ha già espresso decine di volte e che proprio oggi argomenta meglio in un’intervista su La Verità. Andrà da Fazio?, gli chiede Luca Telese. “No. Trovo immorale che ci siano stipendi pagati da aziende pubblica che arrivano a milioni di euro. L’offerta è sempre valida. Se annuncia la disponibilità a ridursi il compenso, corro in ginocchio”. Campagna ad personam. “Non lo è. Parlavo oggi con il nostro parlamentare che segue queste vicende. Stiamo per presentare un ddl per equiparare i contratti Rai a quelli del privato. Se ne occupano Alessandro Morelli, Massimiliano Capitano e Igor De Blasio”. E chi riguarderà? “Tutti. Non è possibile avere centinaia di dirigenti a 200.000 euro l’anno. Se uno è in Rai e non fa nulla, fino alla pensione non lo puoi toccare anche se innaffia le piante”. E come agirete? “Con un tetto ai compensi. Ma vero. Sopra il milione non ci si deve arrivare più. Fazio ne prende tre! Ma non solo lui”. E chi? “Ci sono conduttrici da due milioni di euro l’anno, e non faccio il nome della Clerici perché non mi interessano i casi personali. E poi il tema degli appalti. Un’azienda di 13.000 dipendenti non può appaltare fuori la metà di quello che produce!”.

Approfondimenti