Il corrispondente Rai da Mosca, Marc Innaro.

La nota di Viale Mazzini: “Sorpresa e rammarico per divieto di ingresso”. Fnsi e Usigrai: “Decisione gravissima”.

Nella lista nera dell’Ucraina non ci sono solo Al Bano, Michele Placido e Toto Cutugno. Il corrispondente della Rai a Mosca, Marc Innaro, è stato respinto alla frontiera con l’Ucraina, insieme al producer Oleg Shatskov, mentre si stava recando nel Paese per seguire le elezioni presidenziali di domenica prossima. Il giornalista è stato trattenuto all’aeroporto di Kiev prima di essere espulso. “Sorprende e rammarica che l’Ucraina abbia vietato l’ingresso all’inviato della Rai Marc Innaro e al producer Oleg Shatskov impegnati a seguire le prossime elezioni. Il giornalista e il producer – spiega una nota di Viale Mazzini – avevano ottenuto regolare accredito per poter dare conto della consultazione. Non è accettabile limitare il lavoro dei giornalisti che devono poter raccontare ciò che accade. Rai si augura che la vicenda sia frutto soltanto di uno spiacevole malinteso e che a Marc Innaro e al producer siano garantiti accesso e condizioni di sicurezza per poter svolgere con la consueta oggettività e imparzialità il loro lavoro di inviati”.

“Si tratta di una decisione gravissima – è la protesta in una nota congiunta di Fnsi e Usigrai – perché Innaro era già stato accreditato e nessuno aveva sollevato obiezioni, anche perché si tratta di uno degli inviati Rai più stimati e di assoluto rigore professionale. Evidentemente il governo di Kiev ha deciso di ‘Oscurare’ le elezioni e di ostacolare il libero esercizio del diritto di cronaca. Per queste ragioni chiediamo al governo italiano di sollevare formalmente la questione e di chiedere la revoca dell’odioso provvedimento. Forse è giunto il momento di chiedere loro una collaborazione piena e leale nella individuazione degli assassini del fotoreporter italiano Andrea Rocchelli, ucciso in Ucraina il 24 maggio del 2014”.

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