L’ultima riunione del board il prossimo 25 luglio. Ma si occuperà soprattutto di conti.

Chi si sta sbracciando alla ricerca di una raccomandazione – e spera in una promozione alla vicedirezione di Rai1, al “trono” di Rainews24, del Tg1 o di TvSat, o magari ambisce a una delle nove direzioni orizzontali del nuovo piano industriale – si metta pure l’anima in pace. Quest’estate non ci saranno nomine al settimo piano. È quanto avrebbe fatto intendere Viale Mazzini nei colloqui informali con la commissione di Vigilanza dove è stata appena depositata una risoluzione sull’argomento nomine a firma Forza Italia.

In particolare, alla luce dell’ultimo emendamento dell’onorevole Giorgio Mulè, la Vigilanza impegnerebbe il cda “a non procedere alle nomine previste dal piano industriale 2019-2021, in considerazione delle modifiche stabilite dal nuovo modello organizzativo citato in premessa, in attesa dell’acquisizione di ogni tipo di determinazione formulata dal Ministero dello Sviluppo Economico, così come previsto dal contratto nazionale di servizio, da ricevere auspicabilmente entro il 31 agosto p.v. e delle conseguenti valutazioni della commissione di Vigilanza Rai anche in considerazione del calendario di audizioni in corso, con il precipuo intento di evitare che si possano determinare possibili contestazioni anche di natura erariale con impatto sulla gestione dell’azienda pubblica”. Ma altri emendamenti potranno essere presentati fino a martedì 16 luglio (ore 12) in vista del seguito dell’esame della risoluzione ancora da calendarizzare.

A San Macuto, come detto, possono stare tranquilli. Nel prossimo cda (l’ultimo prima delle vacanze) sembra che il board si occuperà soprattutto di conti. Saranno infatti ascoltati gli amministratori delegati di Rai Com (Monica Maggioni) e Rai Pubblicità (Gian Paolo Tagliavia) e il direttore di Rai Canone (Nicola Sinisi). Il tutto per indagare lo stato di salute delle fonti d’entrata dell’azienda in una stagione che promette – solo grazie al probabile mancato acquisto dei diritti tv della Champions League – di chiudere in sostanziale pareggio. Per le nomine, insomma, e in particola le nove super direzioni previste dal piano industriale, bisognerà attendere.

Resta il fatto che la “Rai del cambiamento” doveva essere quella dei partiti fuori dai cancelli di Viale Mazzini e dell’amministratore con super poteri non più costretto al bilancino politico in Sala Orsello. Ebbene, la politica è rimasta dentro i cancelli, l’ad Fabrizio Salini non ha smentito incontri con referenti politici in compagnia del presidente Marcello Foa che sembra marcarlo a uomo. E la Vigilanza si arroga anche il diritto di chiedere di non procedere alle nomine bloccando di fatto l’azienda. Si intromette, insomma, in atti gestionali e su argomenti sui quali, tra l’altro, non ha alcuna competenza diretta.

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