Nomine Rai: si parte da cinque Testate giornalistiche. Ecco i nomi

- Roma

A quanto apprende LoSpecialista.tv questi i nomi dei nuovi direttori proposti al cda da Salini: Giuseppe Carboni (Tg1); Gennaro Sangiuliano (Tg2); Giuseppina Paterniti (Tg3); Luca Mazzà (Gr1); e Alessandro Casarin (Tgr).

La prima infornata di nomine, prevista nel cda Rai di mercoledì 31 Ottobre alle 10.30, prevede solo cinque Testate giornalistiche. A quanto apprende LoSpecialista.tv da fonti parlamentari, i nomi che domani l’ad Fabrizio Salini metterà ai voti del consiglio sono questi: nuovo direttore del Tg1 Giuseppe Carboni, giornalista del Tg2 che da anni segue i 5Stelle; nuovo direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg1; nuovo direttore del Tg3 Giuseppina Paterniti, vicedirettore della Tgr; nuovo direttore del Giornale Radio Rai Luca Mazzà, attuale direttore del Tg3; e nuovo direttore della Tgr Alessandro Casarin, attuale direttore ad interim della Testata giornalistica regionale. Il prossimo round le nomine alle Reti.

Una soluzione sulle nomine Rai – quella che trapela in queste ore in vista del cda – che l’Usigrai e la Fnsi definiscono “incomprensibile”. Innanzitutto il sindacato dei giornalisti si chiede perché, oltre alla Tgr e al Giornale radio, non sia stato risolto dal vertice di Viale Mazzini anche la questione dell’interim a Rai Sport. “Si procede al cambio, invece, di direttori nella pienezza del loro mandato. Perché? – si chiede ancora l’Usigrai – In assenza di un piano di riforma delle news, che il Contratto di Servizio impone sia fatto entro marzo, quale senso ha? Di norma si fanno prima i progetti e poi i nomi. E la Rai ha già concordato con Montanari e Colucci una – doverosa – nuova adeguata collocazione, come previsto dal Contratto? E non si dice una parola di chiarezza su Rainews24 e Rai Parlamento, dove i direttori più che confermati appaiono semplicemente ‘non rimossi’. Ma fino a quando? E con quali garanzie? Fa piacere ovviamente si parli di tutte risorse interne – ai quali, se il CdA dovesse dare parere favorevole, va il nostro in bocca al lupo. Ma come abbiamo sempre detto la nostra non è una battaglia corporativa: volevamo e vogliamo un’azienda in cammino, in grado di rilanciarsi con investimenti e riforme. Ma ancora una volta siamo di fronte a una azienda senza un progetto, senza una chiara direzione di marcia”.