Ora Vivendi attacca Mediaset anche in Olanda

- Roma
Photo by ISA HARSIN/SIPA/REX/Shutterstock (5465175m) Vincent Bollore President of the Bollore Group.

Il Gruppo Francese avvia una nuova azione legale davanti alla Corte di Amsterdam per impedire la nascita di MediaForEurope.

In attesa di capire come si concluderanno le dispute in Italia e in Spagna, Vivendi ha avviato una nuova azione legale contro Mediaset in Olanda “con cui chiede, tra l’altro, un provvedimento che impedisca l’esecuzione della fusione di Mediaset S.p.A. e Mediaset España Comunicación, S.A. in Mediaset Investment N.V. L’udienza – spiega una nota di Cologno Monzese – è stata fissata per il 10 Febbraio 2020 davanti alla Corte di Amsterdam”. Il socio scomodo del “Biscione”, insomma, non molla la presa e non si accontenta certo delle modifiche allo statuto (definite anti-vivendi) approvate dall’assemblea Mediaset del 10 gennaio scorso. Ora si attende il 21 gennaio. In quel giorno il giudice Elena Riva Crugnola del Tribunale di Milano ha fissato la prossima udienza del “caso” Mediaset-Vivendi”. E fino ad allora la delibera dell’assemblea del 4 settembre scorso con la quale è stata approvata la fusione per incorporazione di Mediaset e Mediaset España in MediaForEurope, nuova società di diritto olandese, resta sospesa.

UNA BATTAGLIA LEGALE INFINITA, partita col mancato acquisto da parte di Vivendi di Mediaset Premium e poi proseguita con la scalata dei francesi al titolo del “Biscione” di cui attualmente detengono il 28,8%, con il 19,19% parcheggiato nella pancia di Simon Fiduciaria. Sembrava che Mediaset fosse pronta a riacquistare quel 19,19% nelle vesti di MediaForEurope pagando 2,77 euro ad azione. In sostanza il prezzo del recesso per il passaggio azionario garantito a tutti gli azionisti. In più ai francesi sarebbe stata promessa una distribuzione di utili a compensazione del prezzo delle azioni. Il tutto condito dal cambiamento nello statuto di Mfe. Ma Mediaset in cambio di tutto ciò avrebbe chiesto anche un patto di non belligeranza di almeno cinque anni che desse stabilità alla governance e alle sue scelte strategiche. Il tutto in vista di metà marzo 2020 quando il processo di nascita di Mfe andrà finalizzato per evitare di dover ricominciare tutto d’accapo. Ma è ormai chiaro che ai francesi l’idea di legarsi le mani con una pace duratura non sia piaciuta. Anzi, attaccano su nuovi fronti…

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