Pace in tacco a spillo: il viaggio/messaggio dell’artista Pippa Bacca continua a Roma

- Roma
Tiziana Sensi

Con due eventi in abito da sposa: lo spettacolo “Tu non mi farai del male” e l’installazione sul Ponte della Scienza. A loSpecialista.tv dialogo a più voci con la regista Tiziana Sensi e l’attrice Caterina Gramaglia.

Tacco 12 e il vestito bianco sono il dress code di due appuntamenti a Roma che rievocano il messaggio di amore e fratellanza portato avanti da Pippa Bacca, l’artista uccisa 11 anni fa, durante una sua performance. L’8 maggio alle ore 19.30 oltre 100 spose, di cultura, età̀, religione ed etnia diversa, si incontreranno avendo tra le mani un fiore e un cartello sul quale, in diverse lingue, verrà riportata un’unica parola: “Pace”. E dal 9 al 12 maggio al Teatro Marconi sarà in scena “Tu non mi farai del male” con Caterina Gramaglia, Giorgia Guerra, Thomas Santu e Francesca Cannizzo, diretti da Tiziana Sensi. La regista, supportata da Barbara Lalli con cui tutto ha avuto inizio, ha voluto sposare il messaggio di Pippa e portarlo a teatro e in strada. LoSpecialista.tv ne ha parlato con Tiziana Sensi, ideatrice anche dell’installazione, e con Caterina Gramaglia, che sul palcoscenico è Pippa Bacca.

Come nasce questo progetto?
Tiziana Sensi: “Il progetto nasce un anno fa, perché incontro un corto teatrale di cui ho fatto la regia, scritto da Barbara Lalli. Mi occupo di questo corto teatrale, mi innamoro di questo progetto e decido di commissionare il testo teatrale a due drammaturghi, Rosa Menduni e Roberto De Giorgi, spiegandogli che avrei avuto il desiderio di creare uno spettacolo onirico che potesse raccontare Pippa. Ci siamo rapportati anche con la sorella di Pippa, Rosalia, ormai siamo diventate amiche. Devo dire che l’idea dell’istallazione delle Spose di pace è nata prima dello spettacolo. E poi è venuto tutto il resto. Il desiderio della mia anima è di raccontare questa storia”.

È una prima assoluta a Roma?
Tiziana Sensi: “Il 9 maggio ‘Tu non mi farai del male’ debutta in prima nazionale, non è mai stato portato in giro. Speriamo di viaggiare tantissimo con questo spettacolo, soprattutto per quello che ha lasciato Pippa. L’istallazione sarà l’8 maggio alle 19.30 sul Ponte della Scienza, ed è anche questa la prima volta che viene realizzata a livello nazionale. Noi abbiamo voglia di far diventare Roma per una sera Capitale della Pace nel mondo. La mattina uscirà un video con spose da molte parti del mondo – Afghanistan, Sydney, Giappone, Cina – che ci hanno mandato immagini dove nella loro lingua dicono ‘Pace’. C’è un movimento femminile per portare avanti il messaggio del viaggio di Pippa che è un messaggio di pace, fratellanza, speranza, in un momento in cui io sono molto stanca dell’odio che sta crescendo così forte”.

La festa della mamma, la primavera e maggio mese delle rose ti hanno guidato nella scelta delle date del debutto?
Tiziana Sensi: “In realtà tutto quello che è arrivato in questo spettacolo è
arrivato per caso. Quindi, no. Sicuramente volevo un clima che fosse primaverile, anche per via dell’istallazione. Maggio, comunque, è il mese delle spose”.

Con Pippa Bacca leggo un doppio messaggio: combattere la violenza di genere prima, e poi il messaggio di pace insito nella performance itinerante Spose in Viaggio durante la quale (era il 31 marzo 2008) l’artista venne violentata ed uccisa a Gebze da un uomo che le aveva dato un passaggio.
Tiziana Sensi: “In realtà, io mi sono occupata per molti anni di violenza sulle donne, e me ne occupo ancora. Ho fatto uno spettacolo, un’istallazione in piazza Montecitorio. Però il messaggio di Pippa è tutt’altro. Poi, è chiaro che lei è arrivata alla cronaca per quello che le è accaduto, ma quello che è accaduto a Pippa accade a tantissime donne nel mondo, in ogni parte del mondo. La violenza sulle donne è trasversale. Lo spettacolo con l’istallazione, per quello che io, proprio io, voglio dire, è che in realtà Pippa è ancora viva idealmente, perché il suo viaggio di pace continua. Se no, s’incentra tutto sempre sulla cronaca, sulla morte, invece no, questo comunque è un progetto tutto incentrato sull’amore, la pace, la fratellanza, secondo me, in questo momento, molto trasgressivo.

Trasgressivo è anche l’abito bianco da sposa di Pippa, che richiama una simbologia chiara molto forte.
Tiziana Sensi: “Sai, dipende da come vedi l’abito da sposa. Nel contesto di Pippa era un voler sposare il mondo, e nel bene e nel male sposare tutte le differenze. Quindi noi quando si lavora su un’artista dobbiamo avere una visione molto più ampia, uscire dal condizionamento culturale dove ci sono determinati simboli e cercare oltre, sposare il mondo. L’abito bianco sicuramente non avrebbe fatto paura a nessuno in un viaggio in autostop. E poi, Caterina, il bianco per Pippa cosa rappresentava?”

Caterina Gramaglia: “La purezza, quindi il bianco anche come un foglio bianco dove poter scrivere. Per questo ci teneva che fosse sporco il vestito, perché raccontava il viaggio, per lei il bianco è quello, è la purezza. Lei diceva di sposare la vita, la vita nuova, il bianco è l’inizio di qualcosa, per questo è il vestito bianco.

Il viaggio è fatto di scarpe, che scarpe veste questo abito da sposa?
Caterina Gramaglia: “Indossa delle scarpe alte, molto alte. Io credo anche per non perdere la femminilità, nonostante la scomodità. Queste scarpe sono di donna, non si deve perdere il femminile e la bellezza. Sono scarpe alte da sposa”.

Tiziana Sensi: “Pippa le aveva altissime”.

Caterina Gramaglia: “Sì, Pippa le aveva altissime, un tacco molto, molto alto”.

Azzardiamo un tacco 12?
Caterina Gramaglia: “Sì”.

Caterina, come ti sei approcciata al mondo di Pippa?
Caterina Gramaglia: “Sto conoscendo Pippa in un viaggio, in un incontro meraviglioso, perché risveglia in me tantissime cose: la fiducia negli altri, l’amore per gli altri, il fatto di non abbandonare mai un progetto, e quindi di andare fino in fondo, anche alla vita, qualsiasi cosa accada, nel bene e nel male. Risveglia tantissime cose una persona come Pippa Bacca, un’artista come lei”.

Il messaggio e l’invito al pubblico?
Tiziana Sensi: “Quello che mi piacerebbe è che arrivasse il messaggio che ha lasciato Pippa al maggior numero di persone possibili, soprattutto ai giovani, perché noi dobbiamo iniziare a vivere in un mondo dove ci accogliamo, ci ascoltiamo, e non in un mondo dove c’è un odio incredibile e troppa invidia, e troppi messaggi non più che creano una società, ma un po’ la distruggono. Quindi mi piacerebbe che le persone veramente conoscessero la storia di questa piccola grande donna”.

Caterina Gramaglia: “Per me è un messaggio di speranza in un mondo dove si è spesso perso il dialogo, e quindi ci invita a condividere ed aver fiducia, ascoltare gli altri, a confrontarci e a fare proprie le differenze, e quindi a diventare un tutt’uno con il mondo, e veramente a guardarlo, a starci dentro, a stare con gli altri.

Possiamo parlare di teatro civile?
Tiziana Sensi: “Sbagliatissimo. Non è teatro civile, perché non stiamo denunciando alcunché, stiamo raccontando la storia di una persona che è realmente esistita e, credimi, lo spettacolo è un viaggio nel modo di Pippa. Io la violenza non la tocco proprio e, quando la tocco, la tocco con poesia, quindi no. È uno spettacolo teatrale semplicemente”.