Paolo Bonolis dice basta al “martellamento” del coronavirus

- Roma
il conduttore tv Paolo Bonolis.

E pensando al “senso della vita” non esclude in ritorno in Rai.

Paolo Bonolis non capisce perché non vadano in onda su Canale5 le puntate già registrate di “Avanti un altro”; non si spiega (e con lui il manager Lucio Presta) perché il suo “Ciao Darwin” (in replica) debba andare in onda il sabato contro contro “Il meglio di Viva Raiplay” di Fiorello (anche quello in replica). Nessuno a Cologno gli dà spiegazioni: “Sono irrintracciabili”. Ma una risposta se la dà comunque: “Un problema di carattere economico”. Infine una riflessione sul “Senso della vita, una trasmissione di qualche anno fa alla quale è molto affezionato. Non è previsto il suo ritorno. “A meno che non mi muovo a Mediaset e vado in Rai”, dice, “e questo potrebbe accadere…”

IL MARTELLAMENTO – Quindi l’anchorman Mediaset – come scrive stamane Libero – stigmatizza anche l’eccessiva presenza di trasmissioni che parlano di coronavirus: “Magari faccio polemiche, ma credo che sia eccessivo tutto questo. Abbiamo già a disposizione sette telegiornali importanti, forse otto. C’è bisogno che anche ogni caspita di programma continui con questo martellamento costante, questo bollettino di guerra con ‘sto contatore di gente guarita, gente che non ce l’ha fatta… Diventa una pressione tale che finisci per non sopportarla più”.

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