Paolo Del Debbio urla e l’Auditel risponde

- Roma
Mediaset - Paolo Del Debbio.

“Dritto e rovescio” prende a “pallettate” di share Corrado Formigli su La7. Il “suo” segreto è la piazza nello studio.

A Cologno – con l’etichetta di “urlatore” – lo avevano messo in panchina per far spazio su Rete4 al “moderato” Gerardo Greco. Dopo sei stagioni basta “Quinta Colonna” al giovedì e spazio a “W l’Italia”. L’esperimento (sotto il 4% di share) non ha funzionato, e Paolo Del Debbio – che se n’è stato “zitto e buono” ad aspettare il suo turno – è tornato il padrone di casa del giovedì di Rete4 con “Dritto e rovescio”. E nella sua personale partita a tennis con Corrado Formigli, in onda in contemporanea con “Piazza pulita” su La7, vince 4-1. Dopo la puntata d’esordio del 12 settembre (con Matteo Salvini ma senza Formigli), che ha segnato il record stagionale con 1.588.203 spettatori e share dell’8,9%, Del Debbio ha preso a “pallettate” la concorrenza. Ha stampato una media in sei puntate di 1.152.756 spettatori con share medio del 6,53%. Formigli si è fermato a 943.103 spettatori con share medio del 5,35%. Per l’anchorman di Rete4 – che dice no alla politica e no ai social e sì alla piazza in studio – il vento dell’Auditel è davvero in poppa. E se lo chiamate “populista” vi risponde: “Che cazzo me ne frega…”.

CONFRONTO SENZA FILTRI – “Dritto e Rovescio è, finalmente, un programma che sa mettere in contatto due mondi che stanno prendendo due derive pericolose”, il commento dei dati di ascolto del programma di Sebastiano Lombardi, direttore di Rete4. “Da una parte la politica, che tende a parlare da sola davanti allo specchio senza mai fare i conti con la società, twittando proclami e trovando frasi ad effetto. Dall’altra, la società civile che si fa il sangue amaro a casa la sera e non trova nemmeno nelle piazze uno sfogo che produca confronto e risultati. Il merito grande di Del Debbio e di Siria Magri e della loro squadra di inviati, è quello di aver messo di fronte le persone e non i ruoli in uno stesso spazio. Ad armi pari. E questo ha tolto tanti alibi, ha costretto ad argomentare, a parlare chiaro, a razionalizzare, da una parte e dell’altra”. E pensare che l’idea di portare la piazza in studio sembra sia venuta proprio a Lombardi…

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