Il conduttore di “Realiti” dà la sua versione dei fatti: “Gli ho consigliato di studiare”. Carlo Freccero: “Sono cose che accadono in diretta”, “più di così non si poteva fare”.

All’indomani della bufera (un po’ tradiva perché non l’aveva visto quasi nessuno) sul programma di Rai2 “Realiti” e sulle offese a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino da parte di Leonardo Zappalà, in Viale Mazzini è tempo di scuse. Quelle dell’ad Fabrizio Salini sono arrivate lunedì. Stamane sui giornali si spiegano anche il conduttore e il direttore di Rete. Michela Tamburrino chiede a Enrico Lucci su La Stampa se il programma gli è sfuggito di mano. “Ma quando mai. La bufera è scoppiata perché nessuno ha visto la trasmissione che si chiama ‘Realiti’ e appunto affronta temi caldi, quello che avviene nello show umano mondiale”. E allora che è successo? “Ho invitato un neomelodico, un pischelletto che prima di entrare mi ha detto: ‘Io non sono mafioso, ma dicendolo ho più follower’”. Peggio, ancora più inquietante. “Sì, ma io questo devo far vedere, anche se va detto io non sono l’autore. Gli ho chiesto quali sono i suoi miti e poi gli ho consigliato di studiare, gli ho detto che non conosceva la storia e anche Borrelli (consigliere regionale campano, ndr) se l’è presa con il suo atteggiamento da gangster. Gli dico che la mafia è merda e cerco di trattarlo da padre, in fondo non avevo davanti Riina, ma un ragazzetto ignorante”.

Meno loquace, ma ugualmente mortificato, anche il direttore di Rai2, Carlo Freccero. Lo intercetta, su Il Messaggero, Barbara Acquaviti. “Io mi sono accorto della gravità subito, non dopo cinque giorni. E ho immediatamente provveduto con veemenza a porre il problema. Durante la pubblicità ho fatto presente la questione”. Purtroppo “sono cose che accadono in diretta”, in quel momento “più di così non si poteva fare” ma Enrico Lucci è prontamente intervenuto per spiegare che “l’ignoranza è una malattia gravissima e che invece di emulare Al Pacino il ragazzo avrebbe dovuto studiare la storia”. “Non voglio dire di più per ora – conclude Freccero – mi confronterò con i vertici della Rai”.

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