Una veduta generale della sede della Rai di viale Mazzini, 22 ottobre 2013, a Roma. ANSA/CLAUDIO ONORATI

Gli assegni più corposi si staccano nella Capitale. Milano si prepara a traslocare al Portello. A Genova e Potenza nuove sedi regionali. Grossi restauri a Cosenza, Firenze e Cagliari.

La “Rai del cambiamento” si occuperà – da qui al 2021 – anche del patrimonio immobiliare. E lo farà investendo in tre anni circa 200 milioni di euro per lo sviluppo e l’adeguamento dell’infrastruttura tecnologica e immobiliare. Dell’argomento – senza entrare nei particolari per ora – si occupa il nuovo piano industriale 2019-21. E le iniziative di riqualificazione degli immobili riguardano in particolare i centri di produzione di Roma (a partire da Viale Mazzini, Via Teulada e Saxa Rubra), Milano, Torino e Napoli. Ma un budget è stato riservato anche alle sedi regionali.

Per quanto riguarda la storica sede di Viale Mazzini, il piano – lasciato in eredità del precedente consiglio d’amministrazione – prevede una sede nuova di zecca, tecnologicamente avanzata e soprattutto senza amianto. Il restauro (durata stimata 5 anni) per ora prevede a budget 70 milioni di euro nel 2021. Ma il costo totale, compreso l’affitto della sede di Val Cannuta (ex Telecom) dove spostare parte del personale, si dovrebbe aggirare intorno ai 105 milioni. Sempre nella Capitale, ma nella cittadella di Saxa-Rubra, sono previsti investimenti per un totale di 45 milioni: tra l’altro, realizzazione di 2 studi Tv (con aree di supporto) e di un nuovo Data Center (main center ICT nuovo controllo centrale Tv e sala apparati regie Tv). Mentre altri 15 milioni sono stati stanziati per la sede di Via Teulada. Cifre e numeri che la stessa Rai – con un’encomiabile operazione trasparenza – mette (sul proprio sito internet) a disposizione dei cittadini e soprattutto delle aziende che vorranno partecipare ai prossimi bandi di gara.

A Milano è prevista la presa di possesso dei nuovi studi del Portello (costo previsto circa 3,5 milioni), nella parte nord della città, entro il 2021 per l’inizio lavori con trasferimento nella Vecchia Fiera entro il 2023 e conseguente cessazione dei contratti di locazione attivi in Via Mecenate. Corso Sempione, invece, dovrebbe tenere alcuni uffici per la rappresentanza. Anche perché anche qui sono previsti lavori di ammodernamento per oltre 6 milioni. A Torino, tra l’altro, sono previste azioni di valorizzazione dei cespiti di proprietà in Via Cernaia. E anche a Napoli, solo per la riqualificazione, lavori per circa 5 milioni. Per quanto riguarda infine le sedi regionali, sono previste azioni di efficientamento delle sedi di Cosenza, Firenze e Genova (quest’ultima attraverso un’operazione di cessione). L’acquisto della sede di Potenza e l’adeguamento della sede di Cagliari. Infine, si legge nel piano industriale, la Rai valuterà la possibilità di valorizzare il patrimonio immobiliare attraverso la creazione di una società veicolo all’interno della quale far confluire gli asset. Prima si restaura tutto, insomma, e poi qualcosa si vende…

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