Intanto il 7 giugno, nel giorno del suo 83esimo compleanno, in prima serata è festa per i suoi 60 anni di carriera. Tra gli ospiti Fiorello: “Festeggiamo il pippesimo!”.

Nomen omen: il secondo nome di Pippo Baudo è Raimondo, e la Rai da sempre è stato il suo universo. Il vice direttore di Rai1 Claudio Fasulo non ha dubbi che “Pippo Baudo ha la Rai nel dna e che tutti noi abbiamo un po’ di Pippo dentro”. Così per i suoi 60 anni di carriera nel giorno del suo 83esimo compleanno, il 7 giugno, Rai1 organizza l’evento “Buon compleanno… Pippo” in onda in prime time. “È una serata molto importante, un momento di storia, umanità, identità nostra. La dimensione della cultura pop in tv l’ha inventata lui. Ci saranno tantissimi ospiti a celebrarlo, e tantissimi non ci potranno essere per mancanza di spazio, ma stiamo ragionando su nuove occasioni”, dichiara in conferenza stampa a Viale Mazzini Teresa De Santis, direttore di Rai1. Ma l’idea di questa festa già fu del suo predecessore, e Pippo Baudo ringrazia pubblicamente Angelo Teodoli. Anche se è un “grazie a tutti” quello di Pippo Baudo che considera la Rai casa sua. Gli auguri giungono da tanti: in un video si passano il testimone Al Bano e Romina, Giorgia, Michelle Hunziker, Giancarlo Magalli, Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo e Lorella Cuccarini. C’è chi lo chiama “maestro”, chi “il papà che mi ha lanciato”, chi ricorda la “ramanzina” e chi conia nuovi nomi per dire buon compleanno ad un supereroe della tv: “È il tuo pippesimo”, dice Fiorello. Di Pippo importanti, Baudo ne ha incontrati a sua volta due: “Pippo Caruso, il mio collaboratore più elevato dal punto di vista musicale, a cui dedico questa festa” e Pippo Fava (ucciso da Cosa nostra) con cui realizzò la serata cabaret “La qualcosa”.

In televisione Baudo ha spaziato in tutti i generi ed ha “inventato” davvero tanti personaggi. Ma lui dice di aver semplicemente “lavorato con uno spirito formativo nei miei confronti, è stata una staffetta con me stesso, studiavo e mettevo ciò che imparavo nella professione”. In un momento di bilancio racconta che il programma che ha nel cuore è “Novecento, perché abbiamo coniugato cultura e spettacolo” e che non c’è trasmissione che non sia riuscito a realizzare: “Devo essere immodesto, tutto quello che volevo fare la Rai me l’ha fatto fare, mi hanno sempre accontentato, non ho nessun rimpianto o amarezza, ho solo gioie”. Oggi ha una premura: “La Rai deve mantenere l’orgoglio di essere la prima”. “C’è molta televisione in Italia – spiega -, ci sono tantissimi canali, e quelli locali hanno tantissima audience. La Rai ha l’obbligo di alzare il livello. Siamo noi Rai che vi diamo la vera televisione”. Pippo Baudo e la Rai una cosa sola? Sì, lo pensa anche il presidente Rai Marcello Foa: “Il Pippo Baudo che abbiamo imparato a conoscere è così popolare perché corrisponde al Pippo di tutti i giorni, è autentico, è se stesso. La Rai che sogniamo ha la stessa autenticità di Pippo Baudo”. “Questo cavallo – afferma Baudo ricevendo dalle mani di Foa una targa – è l’emblema della Rai facciamolo sempre camminare per un avvenire sempre più forte, la Rai è la prima industria culturale del nostro Paese”.

Ma c’è un domani in Rai per Pippo Baudo? Sembra di sì. Teresa De Santis gli regala una penna e Baudo dice: “Appena a casa comincio a scarabocchiare qualcosa e poi te la porto”. “E poi ne parliamo”, afferma il direttore di Rai1 con cui Baudo ha un brainstorming continuo e che potrebbe portare in Rai un programma che parla dei primi 20 anni di questo nuovo secolo: da “Novecento” si passerebbe a “Duemila”.

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