La Warner Bros. Pictures porta al cinema dal 9 maggio un live action ricco di tenerezza. Rita Ora è nel cast e canta anche la sigla finale.

“Se non è cambiamento climatico questo”: è la frase detta con una punteggiatura tale da non poter non restare impressa. Ma il film “Pokémon Detective Pikachu”, dal 9 maggio al cinema con la Warner Bros. Pictures, è questo, quindi attenzione all’ambiente, e molto altro. È la bellezza dell’affetto di un padre, la tenerezza dell’amicizia, l’amare le differenze, l’appello a credere in se stessi e nelle proprie capacità. È un film per tutte le età, piacerà ai piccini che indicheranno in sala col dito i loro beniamini, come il cane Snubbull, e agli adulti che si sentiranno di nuovo bambini scoprendo Ryme City, una futuristica Londra dove umani e Pokémon vivono fianco a fianco in un iperrealistico mondo live-action. I protagonisti – Justice Smith nel ruolo del giovane Tim e Kathryn Newton nei panni di Lucy, reporter in erba – ricordano tanto Todd Bridges e Dana Plato, cioè Willis e Kimberly della serie tv “Il mio amico Arnold”, e a fare la parte qui di Gary Coleman c’è Pikachu, un adorabile super investigatore. Fortissimo il cast diretto da Rob Letterman, che annovera anche Ryan Reynolds (il detective privato Harry Goodman) e Rita Ora (reduce dal concerto sold out di Milano, interpreta anche la sigla dei titoli di coda). Con “Pokémon Detective Pikachu” si viaggia di fantasia, avventura e magia. Tutto è elettrizzante.

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