Premio Strega, dopo 15 anni vince una donna: Helena Janeczek

- Roma

Articolo di Ornella Petrucci - Il suo “La ragazza con la Leica” racconta di un’altra donna, Gerda Taro, compagna del fotoreporter Robert Capa.

“Sono felicemente sconvolta”, così Helena Janeczek, vincitrice della LXXII edizione del Premio Strega con il romanzo “La ragazza con la Leica” (Guanda). Un autore donna dopo 15 anni (l’ultima nel 2003 ad essere incoronata Melania Gaia Mazzucco con “Vita”). “Non vince il femminile, perché il femminile sa sempre di stereotipo da costola d’Adamo”, dice la Janeczek, tedesca di famiglia ebreo-polacca che racconta un’altra tedesca di origine ebreo-polacca come lei, Gerda Taro, compagna del fotoreporter ungherese Robert Capa. Lui le aveva insegnato ad usare la Leica ed erano partiti insieme per la Guerra di Spagna. Ma qui lei, “simbolo di una donna libera e indipendente” sottolinea la Janeczek, muore sul campo, a soli ventisette anni, il 26 luglio 1937, sotto i cingoli di un carro armato. Il racconto prende il via da una fotografia che ritrae la giovane coppia in un momento di felicità, “unita da un sorriso largo, molto intimo”, e si chiude su altre fotografie che li vedono insieme. Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, e in diretta su Rai3, Helena Janeczek con “La ragazza con la Leica” (Guanda) vince con 196 voti. Seguono Marco Balzano con “Resto qui” (Einaudi), 144 voti; Sandra Petrignani con “La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg” (Neri Pozza), 101 voti; Carlo D’Amicis con “Il gioco” (Mondadori), 57 voti; e Lia Levi con “Questa sera è già domani” (Edizioni e/o), 55 voti.